Domenica 2 agosto 2026
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Firenze, Montedomini e affitti brevi. Quel che abbiamo capito

Osservatorio · Vincenzo Donvito Maxia ·

Tutti sapevano fin dall’inizio come stavano i fatti, ma ognuno per proprio tornaconto ha aspettato l’esasperazione per cercare di spiegare le proprie ragioni. Chi è alla guida della città è stato zitto perché arrogante (“Loro non possono capire, e poi sono dei rompiscatole”), chi è all’opposizione si è attaccato a tutto pur di dire - a prescindere - che al governo sono cattivi ed incapaci. Caratteristica di entrambi il non rispetto di una città che - abbiano ragione gli uni o gli altri - è diventata Disneyland del Rinascimento.

 

Si  sapeva fin dall’inizio che le case di proprietà di Montedomini messe sul mercato degli affitti brevi non avevano violato nessuna norma (a parte una di via Guelfa, per la quale la Sindaca ha avviato accertamenti): chiunque, Montedomini compresa, all’epoca poteva farlo e, come dice la nostra Sindaca, l’obiettivo era “raccogliere le risorse necessarie per poter consentire e ampliare i servizi che Montedomini fa a favore degli anziani e delle persone fragili”. Nobile intento che rientra nella categoria de “il fine giustifica i mezzi”, che è come se - estremizzando - per finanziare l’attività, siccome il mercato delle ghigliottine tira, avessero cominciato a commercializzare questi prodotti. Ok, siamo la patria di Machiavelli, ma insomma…

 

Nota la politica dell’amministrazione fiorentina per limitare gli affitti brevi. Rimane, però, il dubbio sulla linearità, perché affitti brevi a favore di grossi gruppi societari come quelli del “Cubo nero” al posto dell’ex-teatro comunale o di via Bufallini, fanno intendere che ci sia una politica per chi affitta la casa dei nonni e un’altra per chi fa l’affittuario di lusso per mestiere. Questa anomalia ha fatto andare su tutte le furie l’opposizione di Palazzo Vecchio che, favorevole comunque agli affitti brevi, ha trovato occasione per arrabbiarsi.

 

Tutto questo è accaduto in un contesto in cui, Sindaci e assessori di prima e di ora, si sono intrecciati con l’affidamento di servizi importanti agli amici politici (soprattutto la presidenza dell'avv. Frittelli alla stessa Montedomini). Niente di male, ma è stranoto che amici e parenti è bene tenerli fuori da tutto quando si amministra la cosa pubblica. Una sorta di legge non-scritta, base della trasparenza di un governo per non alimentare polemiche che, se anche finiscono nel nulla, rubano tempo al buon governo.

 

Cosa abbiamo capito, quindi?

Che il governo di Palazzo Vecchio sta perdendo un sacco di tempo per rimediare ad errori politici (qualcuno anche normativo) passati e presenti. Che l’opposizione si indigna e chiede giustizia e trasparenza, ma solo nell’ambito delle proprie scelte (gli affitti brevi non si toccano). I primi tendono a conservare il proprio scranno, i secondi a sostituirsi ad essi.

Nel mezzo ci sono i cittadini, quelli che votano sempre meno alle elezioni (siamo sotto il 50%), che sono espulsi dalla città e pagano prezzi altissimi per un costo della vita altissimo grazie a quanto accaduto e accade.

 

 

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