15 Agosto. Negozi aperti e scioperi ideologici

E’ consuetudine che il sindacato Cgil, quando ci sono le cosiddette feste comandate, si opponga all'apertura degli esercizi commerciali e, per invitare e sensibilizzare lavoratori e consumatori, indica uno sciopero. Ora accade per il 15 agosto. “Valore sociale della festa” è il motivo scatenante. A seguire i diritti dei lavoratori a stare con i propri cari durante una festa.
Questo sciopero è un rituale che, estraniato dal contesto economico, è manifestazione di una socialità che non comprendiamo. Perché, per far funzionare la nostra socialità, ci vuole un sistema economico che funzioni sempre: servizi energetici, telecomunicazioni, trasporto, medici, consumi, sicurezza, tempo libero, etc. E chi gestisce questi servizi sono esseri umani che si alternano e che lavorano nei tempi e nei modi di quanto stabiliscono i loro contratti.
Stiamo parlando dei presupposti economici della nostra società, che se dovessero essere altrimenti, creerebbero problemi a tutti.
Sbaglia il nostro sindacato a considerare marginali i servizi legati ai consumi. Considerazione che nasce probabilmente da assunti ideologici del tipo “no alla società dei consumi” o “il denaro è sporco”, etc. Ideologie che potrebbero anche andar bene a livello individuale, non certo collettivo. Le garanzie di libertà e ricchezza di tutti nascono e si rafforzano proprio in virtù di un contesto economico che garantisca sempre una scelta agli individui, non certo - come fa la Cgil - volendo imporre a tutti quelli che sono i propri convincimenti.
Comunque, se pensiamo alle “edizioni” precedenti di questa chiamata allo sciopero, ci conforta la limitatezza della risposta degli interessati.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc