Martedì 6 ottobre 2026
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Firenze. Dimmi dove mandi i tuoi rifiuti e ti dirò quanto sei “sostenibile” (anche finanziariamente)!

Articolo · Lorenzo Somigli ·

Dove finisce un rifiuto dopo il cassonetto? La Toscana pretratta, ma la chiusura del ciclo è in gran parte fuori. Il peso logistico nei bilanci di Plures S.p.A.

 

L’analisi incrociata tra i dati ambientali (MUD, ovvero il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) e i bilanci depositati al 31/12/2025 documenta l’entità dei trasferimenti fuori ambito. I costi per servizi di trasporto e smaltimento raggiungono i 93 milioni di euro, incidendo sui margini nel quadro delle vigenti regole tariffarie.

 

A seguito degli approfondimenti sui disallineamenti contabili tra Plures S.p.A. e alcune amministrazioni comunali dell’ATO Toscana Centro (l’Ambito Territoriale Ottimale che pianifica e gestisce il servizio rifiuti), la redazione de La Firenze che Vorrei ha analizzato la documentazione tecnica e contabile relativa all’esercizio 2025.

La presente ricostruzione si fonda sull’esame dei registri di carico e scarico, del MUD e dei Bilanci (d’Esercizio e Consolidato) approvati e revisionati. I documenti tracciano, con i rispettivi Codici Europei Rifiuti (i codici CER usati in Europa per classificare ogni scarto) e con gli impianti di destinazione autorizzati, le movimentazioni in uscita da 11 unità locali riferibili a Plures S.p.A., per un totale complessivo di 346.741 tonnellate.

 

Il quadro generale dei flussi: l’incidenza dei trasferimenti fuori ambito

I dati evidenziano come la fase di pretrattamento avvenga prevalentemente dentro i confini regionali (negli impianti di Case Passerini, Montespertoli, Borgo San Lorenzo e Ferrale, con l’unica eccezione del polo extra-regionale di Parona in provincia di Pavia), mentre la destinazione finale di una quota maggioritaria dei volumi si collochi all’esterno dell’ATO.

Sulla massa totale movimentata di 346.741 tonnellate:

  • Fuori dall’ATO Toscana Centro: 82-83%;
  • Fuori dalla Regione Toscana: 54-55%;
  • Restano nell’ATO Centro: 17-18% (inclusi i conferimenti a CMSA Montecatini Terme, GIDA Prato e Bisenzio Ambiente);
  • In Toscana ma fuori dall’ATO Centro: 28-30%.

Anche escludendo dal conteggio il polo lombardo di Parona (108.093 tonnellate) e i percolati storici di discarica (30.135 tonnellate), la quota di rifiuti solidi urbani in uscita dagli impianti toscani analizzati (208.513 tonnellate) e destinata a strutture fuori ATO risulta stabilmente superiore al 75%.

 

L’anatomia degli scarti

I documenti attestano che i conferimenti verso impianti terzi autorizzati (tra i destinatari ricorrenti figurano strutture facenti capo a Herambiente del gruppo Hera, FEA, Rea Dalmine, GCE, Belvedere e Delca Energy) si concentrano principalmente in tre categorie:

  • Trattamento Meccanico Biologico (TMB): 260.063 tonnellate, pari a circa il 75% del totale analizzato. I volumi risultano in uscita prevalentemente da Case Passerini TMB (148.051 tonnellate) e Paronese Lotto 1 (108.093 tonnellate). Si tratta in gran parte di CER 191210 (ovvero CSS, Combustibile Solido Secondario destinato a recupero energetico con operazione R1) e CER 191212 (scarti da trattamento meccanico non recuperabili come materia).
  • Compostaggio e sovvalli: 54.616 tonnellate. Dagli impianti di Montespertoli (49.375 tonnellate) e Faltona (5.241 tonnellate) proviene la frazione non trasformata in compost (FORSU, la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). A Montespertoli, 48.500 tonnellate risultano classificate con CER 190501; a Faltona, 3.713 tonnellate figurano come sovvallo. Si tratta di scarti la cui produzione è fisiologica ed è espressamente prevista dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e dalle BAT di settore (Best Available Techniques).
  • Percolati da discariche pregresse: 30.135 tonnellate. Si tratta di reflui liquidi (CER 190703 e 161002) originati dalle discariche in fase post-operativa di Case Passerini e Bosco ai Ronchi, il cui smaltimento presso depuratori industriali rappresenta un obbligo di legge disconnesso dall’ordinaria raccolta urbana annuale.

Risulta inoltre dai documenti che oltre 140.000 tonnellate complessive sono destinate a impianti riconducibili a un unico gruppo industriale extra-regionale. Tali conferimenti avvengono nel pieno rispetto delle procedure di gara pubblica, ma testimoniano la dipendenza del sistema dall’offerta di mercato.

 

L’impatto economico a bilancio

Il Bilancio di Esercizio individuale 2025 di Plures S.p.A. (corredato dalla relazione della società di revisione PwC) attesta ricavi delle vendite e delle prestazioni in crescita da 459,7 milioni di euro nel 2024 a 482,58 milioni di euro nel 2025 (+22,8 milioni di euro). Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si mantiene stabile a 77,7 milioni di euro, ma l’Utile Operativo (EBIT) subisce una contrazione da 31,23 a 24,43 milioni di euro, con una flessione pari al 21,8%.

A incidere in modo determinante è l’incremento dei Costi per Servizi, passati da 252,8 milioni a 286,44 milioni di euro (+33,6 milioni di euro).

All’interno di questa voce, la spesa per «Trasporto, trattamento e smaltimento rifiuti si attesta a 93,07 milioni di euro (in aumento rispetto ai 90,2 milioni dell’esercizio precedente).

Questa cifra rappresenta la prima voce di spesa operativa per servizi esterni dell’azienda, risultando persino superiore ai costi sostenuti per le attività di raccolta diretta sul territorio, pari a 74,61 milioni di euro.

 

Il comparto Ambiente nel Consolidato e il lag regolatorio

A livello di Gruppo (che consolida anche i risultati delle società Estra e Publiacqua), il settore Ambiente evidenzia ricavi Adjusted in crescita a 701,6 milioni di euro, a fronte di un EBITDA in calo da 100,36 a 92,98 milioni di euro (-7,3%) e di un EBIT in riduzione da 45,26 a 26,00 milioni di euro (-42,5%).

Come esplicitato dagli amministratori nelle note di bilancio (pagine 24 e 29), su questi dati pesa il meccanismo tariffario stabilito dall’Autorità di Regolazione ARERA con il metodo MTR-3. I costi sostenuti oggi per il trattamento e lo smaltimento presso terzi vengono infatti riconosciuti nei Piani Economico Finanziari (PEF) comunali soltanto a distanza di due anni (il cosiddetto lag regolatorio t-2). Questo disallineamento temporale è quantificato nei documenti in 15,1 milioni di euro per il 2024 e in 28,2 milioni di euro per il 2025.

 

Il riassetto finanziario della società

Le passività finanziarie non correnti di Plures S.p.A. registrano un incremento da 208,06 a 783,18 milioni di euro. Tale variazione è direttamente correlata alle operazioni straordinarie perfezionate nel corso del 2025, tra cui la sottoscrizione di un finanziamento multi-linea bancario da 765 milioni di euro e un prestito obbligazionario di tipo USPP con la società Pricoa per complessivi 235 milioni di euro.

Come indicato nella nota integrativa, 224 milioni di euro erogati nel 2025 sono stati veicolati a Estra sotto forma di finanziamenti soci per supportare i piani di investimento e ristrutturare il debito. Complessivamente, l’Indebitamento Finanziario Netto consolidato del Gruppo si attesta a 1.126,5 milioni di euro, a fronte di un Patrimonio Netto pari a 1.393,9 milioni di euro.

 

Riflessioni conclusive e questioni aperte

La disamina congiunta dei flussi fisici di rifiuti e degli oneri contabili restituisce la fotografia di un sistema integrato in cui la gestione logistica degli scarti costituisce un vincolo strutturale.

A fini di trasparenza e per garantire completo diritto di replica, si pongono tre quesiti agli enti preposti (Plures S.p.A., ATO Toscana Centro e Regione Toscana):

  • Recupero di materia: al netto delle operazioni di recupero energetico (R1) e di smaltimento (D1 e D10) applicate ai codici CER 190501, 191210 e 191212, qual è il dato consuntivo validato da ARRR (l’Agenzia Regionale Recupero Risorse della Toscana) relativo alla percentuale di rifiuto urbano avviato a effettivo recupero di materia (operazioni da R2 a R12) per l’anno 2025?
  • Pianificazione impiantistica: alla luce dei volumi inviati fuori ATO (superiori al 75% per i rifiuti solidi), quali tempistiche certe sono previste dai piani d’ambito e regionali per la realizzazione di nuovi impianti di chiusura del ciclo dedicati a CSS e sovvalli?
  • Innovazione nel compostaggio: quali interventi specifici risultano attualmente finanziati e cantierabili sui poli di Montespertoli e Faltona per migliorare la gestione delle bioplastiche compostabili e ridurre la quota di sovvallo?

La sostenibilità reale di un sistema si misura anche in quanti chilometri percorre un rifiuto dopo la raccolta e nell’impianto in cui trova la sua destinazione finale.

Nota metodologica: L’inchiesta si fonda esclusivamente sui registri di carico/scarico, MUD 2025 e sui Bilanci d’Esercizio e Consolidato di Plures S.p.A. (chiusura al 31/12/2025) visionati dalla redazione. I codici e le classificazioni (CER, R/D per recupero/smaltimento) rispecchiano le risultanze documentali. I dati economici sono riportati in conformità ai documenti depositati e revisionati. La presente esposizione non intende stabilire nessi causali ulteriori rispetto a quanto esplicitamente riportato dagli organi amministrativi e di controllo nei documenti citati. La redazione resta a disposizione per accogliere e pubblicare eventuali precisazioni o integrazioni da parte dei soggetti menzionati. Per le rispettive competenze, richiesta di riscontro è stata inviata anche al gruppo Hera.

 

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