Afghanistan. I contadini abbandonano il papavero per la cannabis
L'eradicazione dei campi di papavero nelle Province del nord e dell'est sono state un successo, tanto da far dichiarare che nelle 18 Province i campi illegali sono scomparsi, mentre i raccolti sono massici in quelle occidentali e del sud. Secondo quanto dichiarato all'agenzia Radio Fee Europe/Radio Liberty da un responsabile Onu: "i contadini hanno solamente sostituito i campi di papavero con quelli di cannabis".Per l'Unodc (Agenzia antidroghe e crimine dell'Onu) l'Afghanistan e' diventato il produttore di due stupefacenti: l'oppio e la cannabis.
Secondo il rapporto dell'Unodc pubblicato nel mese di febbraio, il raccolto quest'anno dovrebbe essere minore di quello del 2008, e le 18 Province dovrebbero rimanere anche nel 2009 libere dalle coltivazioni illegali, e le altre potrebbero ridurne la quantita', compresa la Provincia di Helmand. Fonti dei Paesi confinanti con l'Afghanistan rivelano che i sequestri sono in aumento, confermando il dato che molti contadini stanno sostituendo le coltivazioni di papavero con quelle di cannabis.
Secondo Walter Kemp, portavoce dell'Unodc, e' ovvio che i successi dei programmi di eradicazione dell'oppio siano oscurati dalle coltivazioni record di cannabis. "L'attenzione e' tutta concentrata sull'oppio, ma ora l'Afghanistan e' tra i maggiori, se non il maggiore produttore di cannabis del mondo, e le coltivazioni sono nelle aree che prima erano dedicate all'oppio. Queste zone sono per il momento libere dall'oppio, ma non dalle droghe in generale", ha dichiarato Kemp.
Secondo quanto riferiscono i corrispondenti di RFE/RL, i contadini del nord hanno risposto ai programmi di eradicazione del papavero sostituendolo con la cannabis. I dati Unodc rivelano che nel nord ci siano circa 70 mila ettari di coltivazioni di cannabis, superando cosi' il Marocco, leader mondiale di cannabis e hashish.
Esperti della sicurezza nazionale rivelano che la milizia afghana che prima si finanziava con il commercio illecito di oppio ed eroina, ora usa l'hashish.
Bobojon Shafei, portavoce dell'antinarcotici tajika, interpellato dalla RFE/RL, ha dichiarato che sono in costante aumento i sequestri di droghe ai confini afghani. "I traffici tra i due confini sono aumentati se paragonati al 2007, anno in cui si vide aumentare la produzione afghana. I sequestri sono aumentati nei primi due mesi del 2009".
Il recente attacco contro unita' antinarcotici del Takijistan sul confine afghano del nord ha fatto aumentare la preoccupazione delle autorita' di Dushanbe sul potere e l'audacia dei traffici dei signori delle droghe nelle province definite "libere dalle droghe". "Non pensavamo che i trafficanti fossero cosi' bene armati, e non ci aspettavamo che i trafficanti tajiki, in combutta con gli afghani, attaccassero i nostri militari. Dopo molti anni, e' la prima volta che accade", conclude Shafei.
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