Domenica 7 giugno 2026
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America Latina. Ex presidenti: rompere il tabu' della guerra alla droga

Articolo · Juan Arias ·
Una commissione guidata da tre ex presidenti latinoamericani chiede la depenalizzazione del possesso di marijuana e un cambio di strategia

Gli ex presidenti del Brasile, Fernando Henrique Cardoso, del Messico, Ernesto Zadillo, e della Colombia, Cesar Gaviria, hanno chiesto, l'11 febbraio a Rio de Janeiro, la depenalizzazione della marijuana per uso personale, e al contempo hanno sollecitato un "cambio di strategia" nella lotta alle droghe.
L'intervento dei tre ex presidenti, in veste di leader, ha avuto luogo durante la riunione della terza e ultima sessione della Commissione Latinoamericana su Droghe e Democrazia, creata da loro e integrata a personalita' di 17 Paesi, tra cui gli scrittori Enrique Krauze e Mario Vargas Llosa. Tutti hanno insistito sulla necessita' di dare un taglio ai pregiudizi e alle paure che hanno sempre accompagnato il problema della lotta alle droghe senza mai raggiungere posizioni concrete ed efficaci.
Il documento finale, firmato da tutti i partecipanti, chiede che si rompa il silenzio sulle droghe, che si abbandoni il tabu' e che si apra il dibattito in tutto il mondo. "La violenza e il crimine organizzato legato al traffico delle droghe costituiscono uno dei problemi piu' gravi dell'America Latina" e "di fronte a una situazione che si deteriora ogni giorno con altissimi costi umani e sociali, e' un imperativo rettificare le strategie della guerra alle droghe adottate nella regione negli ultimi 30 anni", sostiene il testo.
Convinti che la depenalizzazione dell'uso personale di marijuana potra' essere condotta con efficacia solo a livello mondiale, gli ex presidenti Cardoso, Gaviria e Zedillo si rivolgono non solo ai responsabili dei loro rispettivi Paesi, bensi' anche a tutti i Governi dell'America Latina e a quelli di Usa e Unione Europea.
"L'America Latina soffre per questo problema e ha il diritto d'esigere responsabilita' dagli Stati Uniti", ha detto a El Pais Miguel Darcy, consulente per gli affari internazionali della Fundacion Henrique Cardoso, presente alla riunione.
 
Campagna d'informazione
 
La commissione ha lavorato per un anno intero, raccogliendo materiale sull'argomento della depenalizzazione della marijuana in tutta l'America Latina, e il risultato e' che quanto si e' fatto per combattere la droga e' stato "inefficace e negativo", con un bilancio di morti e un enorme dispendio di denaro senza che sia cambiato nulla.
L'ex presidente brasiliano, il sociologo Fernando Henrique Cardoso, che tanta importanza ha avuto in otto anni d'impegno per la modernizzazione e la democratizzazione del Brasile, ha sottolineato che lui e i suoi colleghi hanno chiesto la depenalizzazione della sola marijuana perche' l'estensione della richiesta alle cosiddette droghe pesanti sarebbe stata poco realistica e molto poco efficace. Secondo Cardoso, si tratta d'avviare, insieme alla depenalizzazione della marijuana, una campagna d'informazione senza ingannare, con linguaggio chiaro e anche scioccante, se necessario. Ha portato l'esempio di come il Brasile abbia trattato il problema dell'Aids, che ha scandalizzato molti, ma ha prodotto risultati enormi. La depenalizzazione del possesso di marijuana, come in Spagna, dovrebbe essere conseguito attraverso una forte campagna di dissuasione del suo uso come si fa col tabacco, per esempio.
 
Collaborazione con Obama
 
L'ex presidente Gaviria ha ricordato che in alcuni Stati degli Stati Uniti, come la California, si e' cominciato a cambiare politica in quanto a tolleranza per la marijuana a fini terapeutici, e che a Washington esiste un certo consenso nell'affermare che la politica seguita finora "e' sonoramente fallita".
La commissione ha espresso la speranza che l'attuale Governo statunitense, sotto la guida del presidente Barack Obama -vicino alle ansie dei giovani e che ha avuto esperienze con la marijuana da studente- possa aiutare a reimpostare in modo nuovo, creativo e realistico tutto il tema delle droghe.
Solo dopo aver depenalizzato l'uso personale della droga, passando dalla paura all'informazione veritiera e senza trasformare il tema in semplice repressione e carcere, si potra' essere severi con la corruzione, la violenza generata dal traffico di droghe -sempre piu' allarmante- e contro i trafficanti internazionali, ha insistito la Commissione.

Tratto da El Pais del 12 febbraio 2009

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