Biglietto unico dei treni per viaggiare in Europa: la Commissione sfida i poteri forti di Francia e Germania
I cittadini dell’Unione europea si trovano di fronte al momento “Free roaming” per i loro viaggi sui treni del continente? La Commissione ieri ha proposto un pacchetto di misure per i passeggeri nel settore ferroviario che, se adottato, potrebbe cambiare la loro quotidianità. Non solo per chi attraversa le frontiere, ma anche all’interno dei singoli Stati membri. Il titolo è altisonante: “Un viaggio, un biglietto, tutti i diritti”. La Commissione vuole semplificare la prenotazione dei viaggi ferroviari in tutta Europa. Una delle principali misure è l’obbligo da parte dei grandi operatori nazionali di aprire i loro siti alla vendita dei biglietti dei concorrenti. La francese SNCF dovrà permettere di acquistare i biglietti dell’italiana Trenitalia e della spagnola Rense. La tedesca Deutsche Bahn dovrà fare altrettanto con l’altro operatore ad alta velocità italiano, Italo, che vuole entrare in Germania nel 2028. I due storici operatori dei due più grandi paesi dell’Ue sono tutt’altro che contenti. Fatto raro: la Commissione di Ursula von der Leyen ha osato sfidare Francia e Germania e i loro poteri forti.
“Quello che proponiamo per le ferrovie potrebbe diventare l’equivalente del regolamento sul roaming”, ci ha detto un funzionario della Commissione: “I cittadini europei potranno rendersi conto che facciamo qualcosa per loro”. “Roam Like at Home” è il regolamento dell’Ue che dall’estate del 2017 ha abolito definitivamente il sovrapprezzo del roaming nel settore della telefonia mobile. Telefonare, mandare messaggi sms, utilizzare i dati sul proprio smartphone in altri Stati membri ha esattamente lo stesso costo che in patria. Il primo passo era stato fatto nel 2007, quando la Commissione propose di intervenire nel mercato delle telecomunicazioni per fissare prezzi massimi che gli operatori potevano imporre ai loro clienti, quando questi viaggiavano in altri Stati membri. All’origine era stata una misura dirigista, ma a vantaggio dei consumatori, per rompere gli effetti negativi di un mercato oligopolista. Ancora oggi “Roam Like at Home” è considerato uno degli ultimi regolamenti dell’Ue che hanno un impatto diretto visibile e positivo sulla vita dei suoi cittadini.
L’accusa di dirigismo può essere rivolta anche al pacchetto per i passeggeri ferroviari. Ma, anche in questo caso, l’obiettivo della Commissione è incrementare la concorrenza e i suoi benefici, favorendo i nuovi entranti sul mercato rispetto agli operatori storici. Secondo la Commissione, i servizi di biglietteria online più importanti e visibili sono di proprietà degli operatori ferroviari, che sono incentivati a limitare la visibilità dei loro concorrenti diretti. Data la posizione dominante di queste piattaforme di biglietteria, può essere difficile per i nuovi operatori trovare un’alternativa per distribuire i loro biglietti. Inoltre, gli operatori che possiedono i propri servizi di biglietteria online hanno scarso incentivo a distribuire i loro biglietti tramite piattaforme indipendenti. Il risultato è un’offerta incompleta su piattaforme sia indipendenti sia di proprietà degli operatori storici. Questo rende difficile per i consumatori trovare le migliori opzioni di viaggio in termini di orari e di prezzi.
Il pacchetto della Commissione prevede l’obbligo per gli operatori ferroviari storici, che hanno più del 50 per cento di un mercato nazionale, di ospitare i concorrenti diretti, vendendo i loro biglietti in seguito a un accordo commerciale di distribuzione che deve essere equo, ragionevole e non discriminatorio. Le autorità nazionali per i trasporti possono intervenire in caso di mancato accordo. L’impresa ferroviaria può anche scegliere di richiedere un link di ricollegamento alla propria piattaforma. In ogni caso, gli operatori storici saranno obbligati a rendere pubblici sulle loro piattaforme gli orari di tutti i concorrenti.
Il pacchetto include altre misure, come l’introduzione di un biglietto unico per tutto il tragitto, anche se si cambiano stazioni e operatori. Con il biglietto unico i passeggeri godranno della piena protezione dei loro diritti (riprotezione e risarcimento per il ritardo) in caso di perdita della corrispondenza, anche quando i collegamenti sono gestiti da società diverse. Ma il cuore della proposta riguarda la concorrenza sui biglietti.
Il mercato ferroviario negli Stati membri dell’Ue è uno dei più difficili da aprire alla concorrenza. Nei paesi in cui è accaduto – come Italia e Spagna – i benefici sono stati significativi per i consumatori in termini di prezzi e qualità. In uno studio pubblicato nel 2024, la Commissione illustra l’esempio del mercato dell’alta velocità in Italia, nel quale è stata registrata una riduzione dei prezzi del 31 per cento. In Austria, c’è stato un aumento del 41 per cento della frequenza delle corse. “Questi miglioramenti in termini di efficienza offrono vantaggi quali tariffe più basse, maggiore frequenza, maggiore comfort e risparmi per la collettività”, ha spiegato la Commissione.
In Francia, la SNCF ha frapposto diversi ostacoli nel corso degli anni all’ingresso dei concorrenti, accettando di aprire il suo mercato solo dal 2021 e in modo molto lento. Secondo lo studio, non ci sono state variazioni della politica dei prezzi da parte della SNCF, né nella qualità dei suoi servizi. I viaggiatori francesi stanno scoprendo solo ora quanto i treni ad alta velocità di Trenitalia siano più confortevoli e più ricchi di servizi rispetto ai tradizionali TGV dell’operatore storico, la SNCF. In Germania solo il 55 per cento dei treni di Deutsche Bahn sulle grandi linee arriva con meno di sei minuti di ritardo
Lo studio del 2024 della Commissione indica l’Italia come caso di successo della concorrenza ferroviaria. Dal 2012 l’operatore storico Trenitalia (ex Ferrovie dello Stato) si è dovuto confrontare al nuovo arrivato, Italo. “Trenitalia era percepita come vecchia e inefficiente e il mercato ferroviario come poco attraente”, spiega la Commissione. “Italo ha cercato di entrare nella fascia alta del mercato rilanciando i viaggi in treno come moderni e confortevoli. Trenitalia ha reagito migliorando ulteriormente la qualità. Da allora, la competizione si è concentrata sul livello di servizio, spingendo la qualità al massimo livello per entrambi i concorrenti”. Con concorrenza e migliori servizi, “il numero di passeggeri nel settore ferroviario ad alta velocità è raddoppiato in meno di 10 anni”. Inoltre, la concorrenza “ha portato a una notevole diminuzione dei prezzi”: tra il 30 e il 40 per cento.
Il problema della concorrenza nel settore ferroviario non sarà risolto dai biglietti. La Commissione ha fatto poco per spingere gli Stati membri ad aprire i loro mercati. In alcuni paesi ai nuovi operatori che entrano sul mercato vengono assegnate poche linee per proteggere gli operatori storici, che spesso sono proprietari della rete. Le misure proposte ieri mirano a sostenere “la concorrenza dando maggiore visibilità ai concorrenti”, ha risposto al Mattinale Europeo il commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, durante la conferenza stampa per presentare il pacchetto: “Con questa proposta, stiamo già dando una risposta alle preoccupazioni sulla (scarsa) concorrenza in Europa”.
Secondo Tzitzikostas, la concorrenza dovrebbe convenire anche agli operatori storici perché “vogliono competere in un altro Stato membro e si trovano ad affrontare le barriere che incontrano tutti i nuovi entranti”. La francese SNCF si prepara a entrare in Italia per fare concorrenza agli altri due operatori sulle linee Torino-Milano-Roma e Torino-Milano-Venezia. Trenitalia vuole poter operare sulla tratta Bruxelles-Parigi-Londra. La Commissione vuole aiutare i nuovi entranti “perché in questo modo creiamo un’Europa più competitiva”, ha detto Tzitzikostas.
Francia e Germania accetteranno il consiglio? Oppure la paura della concorrenza e gli interessi degli operatori storici sono troppo forti? “Ci aspettiamo una forte resistenza da parte di alcuni governi”, ci ha detto un’altra fonte della Commissione. CER (Community of European Railway and Infrastructure Companies, la lobby che li rappresenta nell’Ue), ieri ha pubblicato un duro comunicato per denunciare la proposta della Commissione come un intervento nei mercati ingiustificato. “Gli obblighi di distribuzione che impongono alle ferrovie di vendere i prodotti della concorrenza incidono direttamente sulla libertà commerciale e sull’autonomia imprenditoriale degli operatori, disincentivando l’innovazione”, denuncia CER.
Tra i membri di CER ci sono l’italiana Ferrovie dello Stato (l’azionista unico di Trenitalia) e la spagnola Rense. Trenitalia e Rense sono anche membri dell’Association Française du Rail (AFRA), che raggruppa gli operatori alternativi alla SNCF in Francia. Lo scorso marzo, AFRA ha pubblicato un comunicato per chiedere di imporre all’operatore storico francese di vendere i biglietti dei concorrenti.
Tuttavia, concentrandosi sui biglietti invece che sugli ostacoli frapposti dagli Stati membri all’ingresso dei nuovi operatori, la Commissione rischia semplicemente di rinviare il problema più grave della mancata apertura dei mercati nazionali.
(David Carretta su Il Mattianle Europeo del 14/05/2026)