Martedì 28 luglio 2026
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Bolivia, il nuovo hub delle organizzazioni criminali brasiliane

Articolo · Redazione ·

La geografia del narcotraffico in America Latina sta cambiando volto. Come riporta Diálogo Americas, le due principali organizzazioni criminali brasiliane — il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV) — stanno progressivamente spostando il baricentro delle proprie operazioni dal Paraguay alla Bolivia, che si sta affermando come nuovo snodo strategico del traffico di droga regionale.

 

Per decenni il Paraguay aveva rappresentato la principale base operativa di questi gruppi. Oggi, secondo i ricercatori citati dalla testata, questo spostamento riflette la volontà delle organizzazioni criminali brasiliane di assumere un controllo sempre più diretto sulle fasi iniziali della catena produttiva della cocaina e sulle principali rotte di esportazione verso i mercati internazionali.

 

La Bolivia offre a questi gruppi condizioni particolarmente favorevoli: confini porosi con cinque paesi sudamericani, istituzioni locali più permeabili alla corruzione e la possibilità di operare sotto false identità. Secondo il pubblico ministero brasiliano Lincoln Gakiya, proprio la facilità di corrompere funzionari locali e di vivere in anonimato ha accelerato questa trasformazione, portando la Bolivia da semplice corridoio del narcotraffico a vera e propria piattaforma operativa regionale per i gruppi criminali brasiliani.

 

Gli esperti avvertono che PCC e Comando Vermelho potrebbero presto superare il loro tradizionale ruolo di acquirenti e distributori di cocaina, inserendosi in modo sempre più profondo nella catena produttiva fino ad avvicinarsi alla figura di produttori diretti. Il territorio boliviano viene già utilizzato come base logistica per il transito della droga verso l'Europa e altri mercati internazionali, consolidando nuove rotte che attraversano i paesi confinanti.

 

Un caso emblematico citato nell'articolo riguarda un trafficante condannato a 126 anni di carcere e latitante dal 2020, che comandava una rete internazionale dedita al trasporto di cocaina dalla Bolivia verso il Brasile e, da lì, verso le rotte globali del narcotraffico. Le autorità locali faticano a contrastare questa espansione, favorita da corruzione e violenza, mentre la Bolivia rischia di seguire la traiettoria di altri paesi della regione già travolti dal consolidamento del crimine organizzato transnazionale.

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