Campagna per una vita senza più soldi contanti
Gli scandinavi usano poco le monete e le banconote. In Svezia e Norvegia i sindacati sono addirittura impegnati a costruire una società che faccia a meno del denaro liquido. Senza temere per le libertà personali. La rapina più spettacolare della storia norvegese avvenne sei anni fa in pieno centro della città di Stavanger. Era la mattina di lunedì 5 aprile 2004, quando rapinatori in tuta nera irruppero nella sede del maggiore erogatore di contanti del Paese; in piazza del Duomo ingaggiarono una sparatoria con la polizia, uccisero un impiegato e si dileguarono con 57,4 milioni di corone (6,9 milioni di euro). Il ricordo di quell'evento è talmente vivo in tutto il Regno, che il film sulla rapina, in programmazione da quattro settimane, è re degli incassi. E porta acqua al mulino di Jorunn Berland, la dirigente del sindacato del settore finanziario che, al congresso di fine novembre, proporrà questo tema: è il denaro contante ancora adeguato oppure un residuo di altri tempi, buono solo per attirare i rapinatori? Lei fa capire che per la Norvegia sarebbe un bene abolire banconote e monete.
In Germania le sue parole suonerebbero esotiche, ma in Scandinavia non hanno nulla d'azzardato. Già oggi i nordeuropei sono i più assidui utilizzatori di carte di credito -inclusi i finlandesi che non ne vogliono sapere dell'euro e tengono molto alla loro valuta. La società britannica di ricerche di mercato, Lafferty Group, segnala che ogni danese paga con carta di credito 166 volte all'anno contro una media mondiale di 28. Inoltre, in nessun'altra zona europea come in Scandinavia si arriva a una cifra tanto alta di transazioni con la tessera plastificata. Per la Danimarca, Lafferty calcola l'equivalente di 12947 dollari; seguono la Norvegia con 8646, la Svezia con 6187 (Germania 5444). E se in Germania solo un terzo della somma passa direttamente per le casse -l'uso maggiore è in Internet-, nel Nord Europa il rapporto è opposto: quasi il 95% dei pagamenti con carta di credito avviene nei negozi. In Scandinavia si possono pagare con la carta anche il panino e la birra. A dicembre dell'anno scorso la direttrice della polizia di Stoccolma ha fatto questa prova: è andata al mercatino di Natale dove hanno accettato i soldi virtuali persino alla bancarella degli alberi di Natale.
"I soldi contanti servono solo a tua nonna e ai rapinatori di banca"
A Stoccolma ha fatto una capatina anche Jorunn Berland: due anni fa i suoi colleghi svedesi hanno lanciato la campagna "senza contanti subito". Sul loro sito Internet danno conto di come avanza la loro lotta a monete e biglietti, che si basa su slogan forti: "I contanti servono solo a tua nonna e ai rapinatori di banca" oppure "Un biglietto perso da 500 e' perso per sempre". La campagna svedese, sostenuta dai commercianti, utilizza anche cartoline postali e coperchi della birra.
Più sobri ed economicamente più importanti i dati forniti dalla Banca nazionale svedese: ogni pagamento in contante costa 4,6 corone (50 cent di euro); con la carta di credito ne bastano 3. Lo studio suggerisce alle banche di non far pagare le transazioni con carta di credito, ma invece il prelievo di contanti al bancomat. Intanto, la Banca nazionale svedese toglierà presto dalla circolazione la moneta più piccola; anche la banconota più grossa da 1000 corone sembra avere i giorni contati.
Sia in Svezia che in Norvegia i sindacati motivano questo loro impegno con la sicurezza. E se abolendo il contante sarà più difficile frodare il fisco e lavorare al nero, altro non è che un effetto collaterale molto gradito. "Quest'estate ci sono state tante rapine", si lamenta Jorunn Berland, sebbene non drammatiche come quella di Stavanger. "Non si tratta solo di impiegati di banca, ma anche di conducenti di bus, gestori di pompe di benzina e chioschi".
Chi si batte contro il denaro contante ha dalla sua l'atteggiamento positivo dei cittadini verso le novità tecnologiche. A Stoccolma non ci sono remore a pagare il biglietto del bus con un sms. E nel Nordeuropa il timore dello Stato spione e di possibili lacune nel trattamento dei dati personali è piuttosto debole.
Tutt'altra la situazione in Germania dove, secondo la Bundesbank, i quattro quinti dei pagamenti avvengono ancora con moneta reale (in Svezia è l'inverso), e per volume, il contante corrisponde ancora a ben più della metà delle transazioni.
(articolo di Sebastian Balzter, pubblicato sul quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung del 02-11-2010. Traduzione di Rosa a Marca)
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