Venerdì 5 giugno 2026
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Centro America. Un rifugio per i narcos

Articolo · Alvaro Murillo ·
I "fuoriusciti" del traffico della droga s'insediano nei Paesi dell'istmo per sfuggire alla repressione scatenata da Messico e Colombia

L'elicottero l'avevano comprato nel Golfo Persico attraverso una rete di soci e prestanomi di conti bancari. La settimana scorsa viaggiavano con 395 chili di cocaina dalla costa meridionale del Pacifico del Costa Rica verso un albergo abbandonato al confine della zona caraibica del Paese. Ma l'aeromobile ha avuto un incidente nel folto della boscaglia e sono morti il pilota, ex agente della polizia costaricense, e il passeggero, un giovane messicano originario di Sinaloa. C'e' forse qualcuno che ancora dubita che la guerra in Messico, come qualunque altra guerra, non abbia i suoi fuorusciti?
Il Centro America e' pressato tra due grandi Paesi che danno battaglia ai narcotrafficanti e in piu' subiscono quella che avviene tra le bande. Al nord, il Messico, con la sua progressione di violenza, infiammata dalla cocaina; al sud, la Colombia, con la sua storia di produzione e una lunga tradizione di cartelli. Non che i sette Paesi dell'istmo centroamericano ignorassero del tutto l'esperienza d'ospitare le reti del traffico di droga, ma forse nessuno poteva sospettare il valore che questo angusto pezzo di terra potesse avere per i cartelli perseguiti dalle due potenze continentali della droga.
Circondato da due oceani, costituito da zone montagnose, da poca forza di volonta' contro il denaro corrotto, e debilitato dalle condizioni di poverta' di quasi meta' della sua popolazione, il Centro America ora vive un cambiamento di funzioni. Nessuno si sorprende davanti all'evidenza che la droga viaggia al nord via acqua e terra, ne' che durante il tragitto rimanga una quantita' di sostanza da far gestire dalle bande locali, mentre verso il sud fluiscono i dollari sporchi che dovranno essere lavati. Ora, pero', la pressione delle autorita' messicane e colombiane, rafforzate dagli Stati Uniti, spinge le reti dei narcotrafficanti a usare il Centro America come deposito e campo operativo.
Il Guatemala e l'Honduras sono stati, per prossimita' geografica, i primi a sperimentare l'avvertimento rivolto lo scorso marzo dal vicepresidente degli Stati Uniti, Joseph Biden, ai presidenti della regione. "Sappiamo che il successo degli sforzi contro la droga in Messico e Colombia spingera' i gruppi verso il Centro America", avvertiva Biden pochi secondi prima di sottolineare le difficolta' di Washington ad aumentare gli aiuti per la lotta al narcotraffico, causa l'attuale congiuntura economica.
L'incidente con l'elicottero nelle montagne del Costa Rica serve solo come esempio concreto. Le autorita' sospettano che il carico fosse uno dei primi di questo gruppo messicano, giacche' nell'albergo dov'era atteso sono state trovate le condizioni adatte alla bisogna: un edificio dotato d'eliporto, con vista su tutta la valle e vicino ai sentieri rurali che solcano una regione montuosa e disabitata. La proprieta' era stata affittata dal pilota, amico del proprietario, a chi l'aveva convinto dei vantaggi nel trattare con il gruppo di investitori messicani. Il caso si sta componendo con i vari pezzi. Una delle ultime rilevazioni della stampa ha sorpreso piu' che mai: l'elicottero sembra fosse di proprieta' della responsabile dell'impresa che gestisce il principale aeroporto del Costa Rica. La polizia giudiziaria evita di rendere note delle congetture, ma l'opinione pubblica nelle conversazioni non cessa di legare il narcotraffico alla corruzione, una combinazione valida per qualunque Paese centroamericano, come segnalava un rapporto pubblicato a Washington dal Dipartimento di Stato appena due mesi fa.
Finora, l'unica soluzione citata e' il coordinamento tra Paesi e un programma chiamato Iniciativa Merida, il cui contenuto economico, dato dagli Sati Uniti, e' quasi una presa in giro di fronte alle risorse del narcotraffico: per quest'anno sono stati stanziati 465 milioni di dollari per Messico, Centro America e Caraibi; i messicani ricevono 400 milioni e lasciano che con il rimanente quelli del sud affrontino il problema dei fuoriusciti del narcotraffico.
Intanto, le autorita' nazionali sono incapaci di mostrare un po' d'efficienza o la capacita' di calmare i nervi dei cittadini per l'accresciuta insicurezza. I rapporti sulle tonnellate di droga sequestrata, anziche' dare tranquillita' per il lavoro svolto dalla polizia, danno l'idea dei volumi enormi trasportati e accumulati nella regione.

Tratto da El Pais, traduzione di Rosa a Marca
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