Chi ostacola l'educazione sessuale nelle scuole italiane
L'educazione sessuale e affettiva non è soltanto uno strumento per aiutare i giovani a vivere meglio una sfera cruciale dell'esistenza: offre a bambini, bambine e adolescenti le competenze per riconoscere le violazioni dei propri confini personali e la consapevolezza necessaria per difendersi e chiedere aiuto in situazioni di pericolo. Eppure, come analizza Maria Cristina Valsecchi su Scienza in rete, esistono gruppi organizzati — le cosiddette "sentinelle" — apertamente impegnati a bloccare questa prospettiva educativa nelle scuole italiane.
L'articolo richiama, non a caso, l'immagine distopica del romanzo Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood: nella fittizia teocrazia di Gilead, un corpo di controllo sorveglia che tutti rispettino le regole del regime, e nessuno sa chi ne faccia parte — potrebbe essere un vicino di casa, un collega, un familiare. L'incertezza stessa diventa strumento di controllo, inducendo le persone ad autocensurarsi. Un parallelo che l'autrice traccia volutamente con quanto accade oggi in alcune scuole italiane.
Il fenomeno non è nuovo né improvvisato. Associazioni come ProVita e Famiglia hanno pubblicato veri e propri manuali operativi — tra cui Come diventare protagonisti nella scuola — per istruire le famiglie vicine alle loro posizioni su come ostacolare i progetti di educazione alle relazioni e alla parità di genere, generando nei docenti e nelle associazioni del settore un clima di insicurezza e timore di ripercussioni. Il bersaglio ricorrente è la cosiddetta "ideologia gender", uno spauracchio agitato per delegittimare programmi che invece hanno basi scientifiche solide e riconoscimento internazionale.
Sul piano legislativo, il quadro si è ulteriormente complicato. La Camera ha approvato il disegno di legge Valditara sul consenso informato, che impone alle scuole di ottenere l'autorizzazione preventiva dei genitori — o degli studenti maggiorenni — prima di svolgere qualsiasi attività sui temi della sessualità. Il provvedimento vieta inoltre l'educazione sessuale nelle scuole dell'infanzia e nelle elementari. Un emendamento della Lega aveva inizialmente esteso il divieto anche alle scuole medie, prima di essere ritirato dopo settimane di polemiche. Nel frattempo, tre ulteriori proposte di legge sono in esame per restringere ancora la libertà di insegnamento in materia.
Il risultato concreto è che nelle scuole italiane l'educazione sessuale e affettiva rimane affidata alla buona volontà dei singoli insegnanti, con interventi a macchia di leopardo e spesso in collaborazione con associazioni esterne. Docenti che si espongono rischiano contestazioni, interruzioni durante le lezioni già avviate, pressioni da parte delle dirigenze scolastiche. Un clima che scoraggia chi vorrebbe fare il proprio lavoro nel rispetto delle indicazioni scientifiche e dei diritti degli studenti.