Social e divieti. Alimentare schiere di futuri delinquenti
Impazzano le proposte per “salvare i bambini” dai tentacoli dei social. Dopo l’Australia, facendo finta che il fallimento non ci sia stato, ora è l’ora del Regno Unito. Poi se ne parla ovunque. E chi non si farebbe avanti per difendere la purezza dei bambini/adolescenti.
Gli unici a cui non viene chiesta l’opinione sono i diretti interessati, a parte qualche opinione a posteriori che, per l’appunto, conferma il plof: piuttosto che vietare i social, andrebbero vietati i contenuti dannosi in Rete, e il fatto che comunque ci sono, l'incapacità dei grandi di vietarli, non giustifica la privazione della libertà.
E’ evidente che il proibizionismo non ha insegnato nulla. Fa scuola quello sulle droghe illegali: in tanti le consumano facendosi male perché non sanno neanche cosa consumano e sono stimolati da venditori che puntano solo al proprio guadagno.
Ci sono le varie leggi sulla pratica del sesso, un ginepraio.
Poi ci sono i peccati che, soprattutto in Italia, sono legge codificata/morale. Abbiamo superato, sulla carta, il divieto di aborto. Navighiamo a vista per l’eutanasia. Poi ci sono i film, che dai divieti sono passati ai consigli. E cosa dire delle fasce orarie pubblicitarie della tv, per alcolici e non solo.
E siamo arrivati ai social. Il metodo che si utilizza è sempre lo stesso: proibire. Gli anagraficamente grandi dicono agli anagraficamente piccoli cosa possono fare. E questi ultimi continuano a fare come vogliono. Non solo. Ma siccome se si spacciano per over-16 lo hanno fatto con un "artifizio", abbiamo dato loro l’occasione per far diventare vita quello che è proibito, aiutandoli a far scuola di cultura e pratica di illegalità.
E allora, che si fa? Li si lascia da soli di fronte al presunto malvagio? Sì. Non ci sono alternative, se non con risultati contrari e peggiori di quelli che i grandi auspicano. Del resto, non li lasciamo solo davanti alle notizie di guerre e violenze… ché forse sono meno dannose di un social?
E’ così, è la vita. Poi, ovviamente, ci sono le famiglie, che è bene continuino ad essere fuori della portata delle leggi dello Stato. Possiamo, nel caso, solo dare strumenti e idee perché queste famiglie siano più consapevoli e precise nelle decisioni. L’alternativa è alimentare schiere di futuri delinquenti.