Domenica 16 agosto 2026
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Chris Daw, La giustizia sotto processo: soluzioni radicali per un sistema al punto di rottura

Articolo · Redazione ·

Diamo per scontato che il carcere sia il giusto destino dei criminali, che le droghe debbano essere proibite, che la giustizia sia punire, la sicurezza reprimere, l'ordine proibire. Ci sono moltissime ragioni, in realtà, che vanno contro queste intuizioni e contro secoli di elaborazione giuridica sulla pena e la proibizione. Ragioni che a fatica convincono, proprio perché si basano sulla razionalità delle evidenze, dei dati, della storia (ricorda nulla il proibizionismo? Quanti conoscono le statistiche sulla recidiva dei già condannati?), ma non persuadono a livello emozionale e, appunto, intuitivo.

Chris Daw non è un accademico che vuole argomentare con la letteratura scientifica o l'analisi rigorosa dei dati, ma un avvocato penalista britannico con un'importante carriera nelle aule di tribunale, tra assassini, trafficanti di droga, riciclatori di denaro e bambini accusati di reati gravissimi.

È da questa posizione privilegiata, dai casi concreti e dalle carceri, le aule giudiziarie e le scene del crimine, che Daw accusa un sistema catastroficamente inefficace nel combattere la criminalità, offrire una possibilità di rieducazione, mettere sulla buona strada chi, spesso per la sfortuna del caso, è nato e cresciuto in quella sbagliata.

La struttura del libro è tanto semplice quanto efficace: partire dagli uomini e dalle vicende che si è trovato a difendere in tribunale per documentare, con l'ausilio della storia e di indagini sul campo, quattro grandi capitoli tematici: perché dovremmo chiudere tutte le prigioni, perché dovremmo legalizzare le droghe, perché i minori non possono essere trattati come criminali, perché le persone non sono né buone né cattive in senso assoluto. Il libro si chiude con un capitolo, molto più veloce degli altri, dedicato al dark web e alla criminalità digitale. Il capitolo sulle carceri è, almeno per chi scrive, il più incisivo e toccante.

Ma è quello sui minori che vale la pena leggere per primo, nei giorni in cui il governo italiano ha deciso di invertire la presunzione di imputabilità per i minorenni.

È proprio questo approccio di legge e ordine che l'avvocato, con riferimento ai minorenni, contesta.

Regno Unito e USA, che sono i Paesi di maggior indagine dell'autore, hanno conosciuto il fenomeno delle baby gang prima dell'Italia. La lettura del capitolo dedicato alla delinquenza minorile aiuta a ragionare se trattare i minori colpevoli esattamente con le categorie punitive degli adulti sia un modo di aiutarli o di condannarli a un futuro senza riscatto.


Chris Daw, Justice on Trial: Radical Solutions for a System at Breaking Point (Bloomsbury, 2020) 

 

Serena Sileoni, senior fellow IBL - Istituto Bruno Leoni

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