Giornata Mondiale degli Animali, 4 Ottobre: leggi, tecnologia e antibracconaggio

Il 4 ottobre si celebra la Giornata Mondiale degli Animali, quest'anno con il tema "See the world through their eyes" (vedere il mondo con i loro occhi), scelto tra centinaia di proposte creative arrivate da tutto il pianeta e pensato per riflettere la diversità delle specie che vivono sulla terra, in aria e in acqua. Come riporta A-Z Animals, la giornata coinvolge oltre 70 paesi impegnati a promuovere il benessere animale e la conservazione della fauna selvatica, ed è l'occasione per fare il punto sui progressi ottenuti e sulla strada ancora da percorrere.
Sul fronte legislativo, negli Stati Uniti resta in vigore l'Animal Welfare Act, la legge che fissa gli standard minimi di cura per gli animali e che, nata negli anni Sessanta e Settanta, oggi copre anche i vettori, gli intermediari e i broker di animali. Un caso citato come particolarmente significativo è quello della California, che nel settembre 2016 ha approvato l'Orca Protection Act, entrato in vigore nel gennaio 2017: si tratta della prima legge del suo genere negli Stati Uniti, che ha messo fuori legge l'allevamento in cattività delle orche e vietato l'importazione e l'esportazione degli esemplari e del loro materiale genetico dallo stato. Altri stati americani si stanno muovendo su fronti diversi ma altrettanto rilevanti per gli allevamenti intensivi: la Florida vieta le gabbie di gestazione che impediscono alle scrofe di girarsi liberamente, mentre il Michigan proibisce il confinamento di vitelli da carne, scrofe gravide e galline in spazi che non permettono loro di stare in piedi, sdraiarsi, distendere gli arti o girarsi per la maggior parte della giornata.
Manca invece ancora, a livello internazionale, un trattato vincolante sul benessere animale. La proposta di Convenzione delle Nazioni Unite sulla salute e la protezione degli animali, presentata nel 2019, non è mai stata adottata, lasciando la tutela degli animali affidata a normative nazionali disomogenee tra loro.
Sul piano tecnologico, l'articolo segnala l'impiego crescente del DNA ambientale (eDNA), una tecnica che consente di rilevare la presenza di specie e monitorare la biodiversità partendo da semplici campioni di acqua o suolo, senza necessità di osservare direttamente gli animali. Analogamente, le tecnologie acustiche stanno diventando uno strumento importante per monitorare specie marine difficili da avvistare. Restano invece ancora dei limiti nell'applicazione dell'intelligenza artificiale alla conservazione della fauna selvatica, un ambito che promette molto ma che, secondo i ricercatori citati dalla fonte, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.
Un capitolo a parte è dedicato ai gruppi di base che operano sul campo. Tra questi viene menzionata la Black Mamba Anti-Poaching Unit, unità antibracconaggio a maggioranza femminile fondata nel 2013 nella Balule Nature Reserve, all'interno del Greater Kruger National Park, in Sudafrica. Viene inoltre citata Anima International, organizzazione no-profit attiva nel Regno Unito impegnata a porre fine agli allevamenti intensivi. Secondo la fonte, mentre milioni di finanziamenti e i titoli dei grandi media non sono riusciti a risolvere il problema del bracconaggio, sono spesso i piccoli team che operano sul territorio, in condizioni difficili, ad aver trovato soluzioni che le grandi organizzazioni non governative non erano riuscite a individuare.