Giovedì 4 giugno 2026
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Conferenza di Trieste. Il mondo degli operatori è pronto a mettersi in gioco

Articolo · Mimmo Battaglia* ·
Riceviamo e pubblichiamo

Al termine dei lavori della Conferenza di Trieste riteniamo opportuno mantenere vivo il dibattito al fine di non rendere inutile il lavoro svolto.
Al di là delle relazioni scientifiche, delle ipotesi di lavoro, della carenza di risorse, ciò che davvero ci portiamo dietro dai giorni di Trieste è una rinnovata fiducia negli operatori che ogni giorno si spendono senza riserve nei servizi.
Il clima di collaborazione, di apertura, di serena condivisione che si è creato tra i partecipanti alla Conferenza, sia del pubblico che del privato sociale, rappresenta a nostro avviso il miglior risultato possibile.
Abbiamo assistito ad un confronto acceso, non appiattito dietro posizioni di convenienza, ma neanche imbrigliato dietro rigide impostazioni ideologiche. Un segnale chiaro: nonostante tutte le criticità che l’attuale situazione presenta, il mondo degli operatori è pronto comunque a mettersi in gioco per strutturare percorsi condivisi, unica reale possibilità di contrasto alle dipendenze ed al narcotraffico.
Crediamo che da questo risultato occorra partire, senza ulteriori indugi. E’ necessario tradurre in fatti concreti il lavoro svolto a Trieste e le dichiarazioni di intenti che, da più parti, si sono sollevate con chiarezza inedita.
E, a tal fine, riteniamo importante la costituzione di un tavolo di confronto interregionale permanente, con il coordinamento del Dipartimento Nazionale e la partecipazione degli operatori del pubblico e del privato sociale, al fine di superare le problematiche relative all’applicazione dell’accordo Stato Regioni e dell’Atto di Intesa, o comunque per recuperarne i contenuti, approfondirli, ridefinirli e soprattutto mettere in campo le necessarie strategie al fine di una loro omogenea declinazione sui territori. Abbiamo infatti apprezzato la disponibilità delle Regioni, manifestata durante la prima giornata di lavori, che va opportunamente accompagnata e sostenuta.
Riteniamo inoltre maturi i tempi per la definizione realmente condivisa di un Piano Nazionale di azione per le dipendenze che tenga conto delle diverse esigenze emerse a Trieste. Esigenze che riguardano in primo luogo le problematiche proprie delle dipendenze, dai nuovi stili di consumo al riconoscimento dei servizi innovativi, dalle politiche di prevenzione alla corretta gestione della grave emergenza educativa, dalla cronicità alle problematiche relative al recupero ed al reinserimento lavorativo e sociale. Uno strumento di lavoro che però abbia ben presente anche la grave carenza di risorse economiche, che sta portando al collasso l’intero sistema di contrasto alle dipendenze, dalle Comunità ai Servizi per le Dipendenze, dal carcere ai servizi sociali.
Tutto infatti potrà avere un senso ed un significato rinnovato solo se, preventivamente, sarà operata la scelta coraggiosa di impegnare almeno l’1,5% della spesa sanitaria di ogni regione per il contrasto alle dipendenze.
In tal senso attendiamo un primo segnale di buona volontà nell’immediata ricostituzione del Fondo di Lotta alla Droga, oggi drammaticamente confluito nei fondi della Legge328. Un’operazione scellerata che ha di fatto annullato tutte le politiche di prevenzione sui territori, sino ad oggi basate esclusivamente sulle risorse del fondo per la lotta alla droga.
Ci attendono sfide difficili, impegnative, complesse, ma non per questo possiamo sottrarci alle grandi responsabilità che ci impongono la sofferenza e la povertà delle dipendenze, e le ancora troppe morti per droga.
Una responsabilità che riteniamo debba essere affrontata in solido, senza tentennamenti, al di là delle sigle e delle ideologie. Ciascuno con il proprio ruolo, nella diversità degli approcci e delle metodologie, ma convinti che nessuno da solo può farcela. E sarà proprio la ricchezza delle nostre diversità, se accompagnata da una concreta volontà di mettersi in discussione, a rendere possibile un’azione sinergica e finalmente efficace di contrasto alle dipendenze.

*Mimmo Battaglia, Presidente FICT
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