Giovedì 4 giugno 2026
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Cosa mangiare senza patemi d'animo?

Articolo · Rosa a Marca ·
Vedi una fettina di carne e subito pensi a "mucca pazza" e alla "peste suina". I nitrati li trovi quasi sicuramente nell'insalata. Le patatine fritte non solo ci fanno ingrassare ma contengono l'acrillamide che porta dritto al cancro. E ora anche l'uovo alla diossina!
Due europei su tre sono convinti che quel che mangiamo sia meno sano di dieci anni fa, dice un sondaggio dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Ma forse non è così. Vent'anni fa l'organismo di un assiduo consumatore di uova conteneva il triplo di diossina di oggi. Nel frattempo i controlli sono migliorati ed è più facile seguire le tracce di un prodotto alimentare. C'è anche un'attenzione diffusa. Nel Parlamento italiano in questi giorni si lavora perché le etichette diano il massimo delle informazioni.
Oltre tutto il consumatore è più avveduto.
Ma come riconoscere un prodotto sano, sicuro, appetibile?
Dal prezzo? Non basta. Non è un indicatore affidabile; dato che il mangime incide in una buona misura sul prezzo finale della carne, se a un allevatore capita una partita di mangime alla diossina, la qualità scade a sua insaputa.
La vendita diretta in fattoria? E' certa la provenienza, questo sì, ma riguardo ai concimi usati o la lavorazione, bisogna stare sulla fiducia.
Passare al "bio"? Qui i marchi europei attestano che frutta e verdura non sono state modificate geneticamente, che non sono stati usati concimi chimici né pesticidi; in quanto agli animali, godono sicuramente di più spazio e tempo e sono nutriti con mangime naturale. Perfetto, almeno sulla carta. Il rischio dei prodotti bio però sono le muffe (micotossine), che nei prodotti convenzionali vengono eliminate da trattamenti chimici.
La dieta vegetariana? I vegetariani hanno sicuramente un vantaggio: non mangiando carne il loro organismo assume meno diossina. Ma non ne sono esenti del tutto. La diossina viene anche respirata, e dal terreno passa alle verdure. In più devono fare i conti con il cadmio e il piombo contenuti sia negli ortaggi sia nei cereali. Senza dimenticare che le salsiccine di tofu non sfuggono ai pesticidi e ai plastificanti.
Coltivare il proprio orticello? Bisognerebbe prima conoscere il terreno. Molti siti residenziali sono stati costruiti sulle macerie del dopoguerra. E in quanto ai nitrati negli ortaggi, conta molto con quale tempo e in che periodo sono stati raccolti.

Insomma, la soluzione perfetta non esiste. E se il rischio appartiene alla vita, possiamo anche tornare al medico Paracelso che cinque secoli fa sosteneva: "E' la dose che fa il veleno".
Troppo facile? Allora aiutiamoci con il buon senso. Scegliamo alimenti di stagione e che non abbiano fatto tre volte il giro del mondo. Non trascuriamo l'igiene domestica -gran parte delle salmonellosi derivano dalla preparazione del cibo; per esempio se il coltello, il piano di lavoro o le mani non sono stati ben puliti dopo aver tagliato pezzi di pollo. Controlliamo che il frigo funzioni bene, giacché il freddo protegge da batteri, micotossine e salmonella. Diamoci la pena di cucinare da noi ogni tanto, per evitare gli additivi e i conservanti dei piatti pronti. Diamo un'occhiata all'etichetta per vedere quanti E contiene quel prodotto. Laviamo accuratamente le verdure in foglia.
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