Giovedì 4 giugno 2026
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Droghe illegali: sequestri, consumi e politiche. La follia quotidiana

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Gli arrivi di grandi partite di droghe illegali si intensificano in questo periodo dell’anno. Le organizzazioni criminali riempiono i magazzini per la grande distribuzione e spaccio che caratterizza il fine primavera e l’estate, dove la domanda è più alta.

 

E’ un bollettino di guerra, quello che leggi e nostre autorità politiche ed esecutive mettono quotidianamente in atto contro le droghe illegali. Solo stamane (notizie media) ci sono stati 5 arresti a Pisa, 12 a Napoli, 17 a Roma con ramificazioni in tutta Italia, 19 a Latina, etc. I soggetti coinvolti sono più o meno sempre gli stessi: criminalità organizzata con prevalenza - visto che siamo in Italia - di tipologie mafiose/camorristiche. A questi si aggiungono quelli a livelli più “bassi” della filiera (Palermo e Livorno, solo stamane), cioè gli spacciatori, trovati con quantitativi medi (qualche chilo) di sostanze, da distribuire ad altri loro sottomessi o da vendere direttamente per strada.

 

Sostanze che partono, mediamente, dalle coltivazioni in Perù, Colombia, Messico e, via Ecuador e alcuni porti europei come Anversa, Rotterdam, Algeciras, Valencia e Barcelona, giungono fino ai distributori nostrani. Con l‘aggiunta di altrettante sostanze che, prodotte come quelle chimiche tipo MDMA nei laboratori olandesi e non solo, o coltivate in Albania (marijuana) o trafficate (eroina) via Paesi dell’ex Urss e dell’est europeo con origini pakistane e afghane, giungono via terra o via Mediterraneo, ai nostri confini terrestri e portuali. Con l’aggiunta delle non poche coltivazioni presenti direttamente sui nostri territori, essenzialmente marijuana, che fanno la loro parte per le piccole partite di distribuzione e spaccio.

 

Tutte sostanze che finiscono negli organismi di consumatori (maggior parte giovani) che, rivolgendosi al mercato nero, hanno dovuto anch’essi delinquere. Non solo, ma sostanze la cui composizione e preparazione per il consumo, sono affidate a “laboratori” senza nessun controllo sanitario, organizzati con l’unico scopo di fare soldi. Con l’aggiunta che, a chi acquista per qualche decina di euro sostanze come hashish e marijuana, il pusher, per guadagnare di più, cercherà di vendere prodotti molto più lucrativi per se stesso e che danno maggiore dipendenza, tipo cocaina, crack ed eroina…. i cui effetti sanitari sui consumatori sono molto ma proprio molto più deleteri e pericolosi che non le “cannette”.

 

Tutto questo è la cosiddetta “scoperta dell’acqua calda”. Tutti lo sanno, e quelli che decidono e controllano, si prodigano nel fare complimenti alle forze dell'ordine quando fanno sequestri più massicci, aggiungendo che questo è stato un duro colpo nella lotta al consumo di droghe. Burloni. Visto che la domanda c’è sempre, l’offerta viene di conseguenza: quando ci sono arresti e sequestri come quelli di oggi, domani come minimo ci saranno offerte raddoppiate.

 

Offriamo questo spaccato di informazioni ai nostri decisori istituzionali, quelli “la droga fa sempre male” e quelli favorevoli alla fine dei mercati neri, ma solo nei comizi elettorali. Sempre che abbiano voglia di farne tesoro per avviare processi di legalizzazione e controlli di mercati e sanitari. Ché la maggior parte, invece, preferisce lo status quo, fucina di mostri da mostrare al popolo per avere consensi. La realtà, invece e inesorabile, va altrimenti.

 

Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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