Giovedì 20 agosto 2026
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Estate 2026, l'Europa non è pronta al cambiamento climatico?

Articolo · Redazione ·

Ondate di calore record, siccità e incendi hanno segnato l'estate 2026 in Europa, mettendo a nudo l'impreparazione del continente di fronte alla crisi climatica. Secondo il Copernicus Climate Change Service, la temperatura media registrata tra giugno e luglio 2026 nell'Europa occidentale è stata di 21,62°C, circa 2,79°C sopra la norma stagionale: un dato che supera il precedente record fissato nel 2022.

 

A confermare la gravità della situazione è arrivata la stessa Commissione Europea. Come riporta CNN, Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, ha dichiarato che l'Europa non è ancora pronta ad affrontare le conseguenze crescenti del cambiamento climatico. Ribera è tornata sul tema anche in un'intervista a Euronews, in cui ha attaccato duramente i negazionisti climatici, accusando i politici che negano il legame tra riscaldamento globale e incendi devastanti di "mentire alla gente" e di metterne a rischio la vita. La vicepresidente ha sottolineato che il continuare a mettere in discussione la scienza del clima, mentre Spagna, Francia e Grecia venivano colpite da incendi letali, rappresenta un pericolo concreto per la capacità dell'Europa di prepararsi a disastri sempre più distruttivi.

 

I numeri confermano l'allarme lanciato dalla Commissione. Secondo quanto riportato, durante le ondate di calore estreme di fine giugno sono stati registrati in tutta Europa oltre 10.000 decessi in eccesso, mentre la sola Spagna ha contato circa 1.000 morti in eccesso legate al caldo record. Non si tratta di episodi isolati: in Polonia si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e il divieto di lavorare all'aperto nelle ore più calde, in Germania diversi treni sono stati cancellati e in Svezia un treno merci è deragliato a causa dei binari deformati dalle temperature estreme.

 

A dare fondamento scientifico a questo quadro è la prima European Climate Risk Assessment (EUCRA), pubblicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA). Il rapporto, come spiega la stessa Agenzia Europea dell'Ambiente, avverte che il caldo estremo, la siccità, gli incendi e le inondazioni sperimentati negli ultimi anni peggioreranno in Europa anche negli scenari di riscaldamento globale più ottimistici, con effetti sulle condizioni di vita in tutto il continente. L'EUCRA sottolinea che le politiche e le azioni di adattamento europee non stanno tenendo il passo con i rischi in rapida crescita, e che in molti casi un adattamento solo incrementale non sarà sufficiente: dato che molte misure per migliorare la resilienza climatica richiedono tempi lunghi, potrebbe essere necessaria un'azione urgente anche su rischi che non hanno ancora raggiunto una soglia critica.

 

Il rapporto dell'EEA individua alcune aree del continente come vere e proprie zone calde per il cumulo di più rischi climatici contemporaneamente. L'Europa meridionale risulta particolarmente esposta agli incendi e agli effetti del caldo e della scarsità d'acqua sulla produzione agricola, sul lavoro all'aperto e sulla salute umana. Complessivamente, l'analisi individua 36 rischi climatici maggiori che minacciano la sicurezza energetica e alimentare, gli ecosistemi, le infrastrutture, le risorse idriche, la stabilità finanziaria e la salute dei cittadini europei, molti dei quali hanno già raggiunto livelli critici e potrebbero diventare catastrofici senza un intervento deciso e immediato.

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