Estate 2026: in Italia 13 mila decessi in eccesso dovuti al caldo, circa 9 mila sono attribuibili alla crisi climatica

In tutta Europa sono stati 50 mila: è quanto emerge da due studi pubblicati sulla rivista scientifica Nature Health. Le grandi città italiane sono in cima alla triste classifica, con Milano (2.467 decessi stimati, 1.627 attribuibili al cambiamento climatico), Roma (2.253, 1.558 attribuibili), Napoli (1.845, 1.416 attribuibili) e Torino (720, 421 attribuibili) rispettivamente al primo, terzo, quinto e ottavo posto in termini assoluti
Estate 2026, Europa: oltre 50.000 decessi in eccesso dovuti al calore. Estate 2026, Italia: 13.303 decessi in eccesso dovuti al calore. Di questi, circa 9 mila (8.772, per l'esattezza) sono attribuibili alla crisi climatica. Questi dati compaiono in due articoli sottoposti a revisione paritaria pubblicati sulla rivista scientifica Nature Health. Gli scienziati dell'Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, che li hanno realizzati, hanno preso in esame 854 aree urbane che rappresentano circa il 40% della popolazione dei trenta paesi studiati. L’area esaminata riguarda le aree urbane dei 27 paesi dell'Ue, del Regno Unito, i Norvegia e Svizzera. E un altro dato, emerge, oltre a quello delle vittime per il caldo: si stima che il cambiamento climatico — causato principalmente dalla combustione di combustibili fossili — sia responsabile di circa due terzi di questi decessi.
Utilizzando i dati sulle temperature e modelli basati sulla relazione storica tra caldo e mortalità, gli scienziati sono stati in grado di stimare i decessi in eccesso legati al calore previsti per ciascuna area urbana durante le estati dal 2000 al 2026. Questa metodologia ha dimostrato di produrre risultati coerenti con le statistiche ufficiali sulla mortalità in eccesso successivamente pubblicate dalle autorità sanitarie nazionali.
Confrontando le temperature effettivamente registrate in ciascuna area urbana con quelle che ci si sarebbe aspettati senza l'aggiunta di gas serra, gli scienziati hanno potuto stimare i decessi aggiuntivi causati dal cambiamento climatico.
Benché probabilmente non ce ne fosse bisogno, visto che tutti ricordiamo bene come abbiamo passato i mesi scorsi, viene ricordato dai ricercatori che la stagione è stata caratterizzata da una successione di ondate di calore estreme, in particolare nell'Europa occidentale, con gravi impatti sulla salute pubblica. L'Europa occidentale ha registrato la più alta anomalia termica, con temperature estive complessivamente di circa 2,9 °C superiori alla media del periodo 1991-2020, sebbene in alcuni giorni sia stato superato tale valore fino a 12 °C.
L’Italia, in tutto ciò, è anche quest’anno, com’era già stato per il 2025 e gli anni precedenti, in cima alla triste classifica delle morti in eccesso per il caldo. La novità è che il dato peggiora. I morti in eccesso per il caldo hanno raggiunto la cifra monstre di 13.303. Non solo: di questi, come si legge nelle tabelle inserita nello studio (qui a pag. 6), 8.772 sono attribuibili ai cambiamenti climatici causati dall’utilizzo di combustibili fossili.
Andando a leggere ancora più nel dettaglio quanto riportato dagli scienziati, emerge che le grandi città italiane hanno registrato il maggior numero di morti in eccesso, con Milano (2.467 decessi stimati, 1.627 attribuibili al cambiamento climatico), Roma (2.253, 1.558 attribuibili), Napoli (1.845, 1.416 attribuibili) e Torino (720, 421 attribuibili) che si trovano rispettivamente al primo, terzo, quinto e ottavo posto in termini assoluti tra tutte le città d’Europa.
Tra i risultati chiave che emergono dagli studi, tornando ad allargare lo sguardo oltre i confini italiani, c’è ovviamente quello riguardante l’impatto climatico sulla salute umana e il dato dei 50 mila decessi in eccesso dovuti al calore verificati in 854 aree urbane europee. Ma non è il solo che emerge dagli studi. Un altro risultato chiave riguarda il fatto che è stato osservato il valore più alto mai registrato in questo caso: Ii bilancio di mortalità stimato nelle aree urbane per l'estate di quest'anno è il più alto nei 26 anni trascorsi dal 2000, di gran lunga superiore ai picchi successivi del 2022 (circa 29.000) e del 2003 (circa 28.000).
Si stima che quasi un terzo di tutti i decessi si sia verificato nel periodo compreso tra il 17 giugno e il 1° luglio 2026, quando le temperature medie giornaliere nell'intera regione sono state di oltre 5 °C superiori alla media 1991-2020.
Gli studi indicano anche le regioni più colpite: l'Europa meridionale e occidentale ha registrato le temperature più elevate e i tassi di mortalità stimati più alti, ma si stimano migliaia di decessi anche nelle regioni urbane dei paesi dell'Europa settentrionale solitamente più freschi, come il Regno Unito (circa 4.500).
Spiegano inoltre gli scienziati che sebbene i decessi legati al caldo colpiscano in genere le persone più anziane, si ritiene che circa 6.000 persone sotto i 65 anni siano decedute nelle aree urbane analizzate a causa del caldo durante l'estate 2026.
Poiché il cambiamento climatico guidato dai combustibili fossili ha spinto le temperature verso l'alto, viene sottolineato nell’indagine, anche la percentuale di decessi attribuibili al clima è cresciuta. All'inizio del secolo si stimava fosse responsabile di circa il 40%, ma nel 2026 è salita a circa due terzi dei decessi legati al calore.
Spiega Clair Barnes, ricercatrice su Eventi Meteo Estremi e Cambiamenti Climatici presso il Centre for Environmental Policy dell'Imperial College London: «Possiamo affermare con buona certezza che l'estate del 2026 sia stata probabilmente la peggiore mai registrata per mortalità legata al calore in gran parte d'Europa. Questi numeri sono un crudo promemoria del fatto che le nostre estati più calde ed estreme stanno avendo un impatto sempre più grave sulla salute pubblica. Dietro queste statistiche ci sono persone reali che hanno perso la vita e famiglie reali che le piangono. È un ulteriore promemoria sia dell'imperativo di attuare interventi mirati per proteggere i più vulnerabili a questo caldo sempre più estremo, sia della crescente necessità di una rapida transizione dai combustibili fossili per rallentare il ritmo del cambiamento e limitare il riscaldamento futuro». Aggiunge Garyfallos Konstantinoudis, assistant professor presso il Grantham Institute dell'Imperial College London: «La relazione tra temperature più elevate e un maggior numero di decessi legati al calore è ben consolidata e statisticamente solida. Ci permette di modellare e prevedere con precisione l'impatto probabile della mortalità causata dalle temperature estive sulle comunità di tutta Europa. Utilizzando questa metodologia siamo stati in grado di produrre stime notevolmente simili alle statistiche ufficiali sulla mortalità pubblicate in seguito dalle autorità sanitarie nazionali dopo l'analisi dei decessi effettivi registrati».
(Simone Collini su Greenreport del 23/10/2026)