Fortezza Europa. L’esplosione di Ceuta e l’ignoranza degli Stati

A seguito dell'ingresso di migliaia di migranti illegali (60mila) nell'enclave spagnola di Ceuta in terra d'Africa, il governo italiano si dichiara pronto a sospendere gli accordi di libera circolazione tra i Paesi Ue, anche se chi arriva in quel territorio non può entrare in Ue - regime speciale - e muoversi all'interno secondo i parametri di Schengen. Il ministro francese dell'interno ha rafforzato i controlli ai propri confini con la Spagna, confini che sono a circa 1.500 Km dallo stretto di Gibilterra, con l'aggiunta di circa 15 Km di mare.
In attesa dei consigli di Trump su come comportarsi con gli immigrati e le minacce di aumento dei dazi Ue/Usa se non gli si fa fede.
L’Italia e la Francia portano a casa una figuraccia di ignoranza geografica e normativa. Ma tant’è, ognuno a proprio modo, deve mostrare il pugno duro del potere verso quelli che considerano potenziali elettori.
Intanto ci sono le migliaia di disperati che circolano per le strade di Ceuta, che vanno in parallelo con le altre migliaia di disperati, in Spagna quanto in Italia, che arrivano “alla spicciolata” e di cui si fa finta di non accorgersene. Con l’ “aggravante” per l’Italia, a differenza della Spagna, che gli arrivi non sono solo via mare, ma anche via terra. Aggiungendo, per entrambi i Paesi, quelli che riescono ad “infrattarsi” negli arrivi in aeroporto.
La Spagna sembra - ripetiamo “sembra” - che stia affrontando il problema in modo meno drammatico per i disperati.
In Italia, i Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) sono prigioni a tutti gli effetti per chi avrebbe commesso un reato che i nostri codici non puniscono col carcere ma con un’ammenda pecuniaria. Cpr che, localizzati anche su territori di Paesi (Albania) che vogliono ingraziarsi il nostro potere per avere favori economici e politici verso il loro ingresso in Ue, sono diventati esempio da seguire. In una Ue che, non volendo/sapendo affrontare la realtà umana e geopolitica delle migrazioni per paura dei razzisti che loro ritengono in crescita ovunque, ha deciso di indicare di fare come l’Italia.
Quanto accade a Ceuta è la punta di un iceberg. A cui le autorità, soprattutto italiane, quando non favoriscono le torture per quei migranti che non muoiono in mare e devono attendere settimane per essere sbarcati in un CPR, rispondono con ignoranza, pressapochismo e crudeltà. Spendendo anche più soldi che non facendo funzionare i servizi di accoglienza (le pratiche in alcune questure sono incubi), e organizzandone altri che non consegnino i disperati a marginalità e delinquenza.
C’è qualcosa che non torna. Almeno per noi che crediamo che le fortezze non siano metodo di governo, presente e futuro.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc