Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. La legge sulla procreazione assistita e la diagnosi preimpianto: una lunga giornata

Articolo · Donatella Poretti ·
Alleanza Nazionale presentera' al Senato un emendamento al disegno di legge sulla procreazione assistita che riguarda la diagnosi preimpianto dell'embrione. Lo ha annunciato Alessandra Mussolini nella tarda mattinata del primo ottobre in Transatlantico alla Camera, aggiungendo di aver ricevuto il via libera del presidente del suo partito e vicepremier, Gianfranco Fini. "L'emendamento -ha detto- arrivera' ora al Senato e stabilisce la diagnosi preimpianto e riguarda la revoca del consenso da parte della donna, nel caso di un embrione malato". "Fini -riferisce la deputata di An con soddisfazione- ha giudicato che sarebbe stata un'atrocita' sulle donne". La legge prevede infatti l'impianto in utero della donna anche contro la sua volonta', che in seguito potrebbe comunque ricorrere all'aborto.
"Non si puo' costringere una donna a farsi impiantare un embrione malato", avrebbe detto Fini alla Mussolini. In Transatlantico, alla Camera, i due sostenevano la necessita' di emendare il comma 3 dell'articolo 6. Secondo il vice premier, "questo passaggio della legge e' scritto male e porta a un'atrocita'". A questo punto Fini e la Mussolini attendono chiarimenti dal gruppo di An di Palazzo Madama per decidere se dare il via libera alla presentazione di una modifica.
I due poi sono stati raggiunti dal ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, che si sarebbe detto d'accordo con Fini ripromettendosi di studiare il passaggio in questione.

Ma la giornata e' stata lunga e nel giro di poche ore e' stato un susseguirsi di prese di posizione e di lanci di agenzie che riportavano i commenti dei vari esponenti politici. La possibilita' che la legge venisse finalmente messa in discussione dalla maggioranza di Governo, e in particolare dal partito politico piu' a destra, era sicuramente una notizia. Ma l'evoluzione della giornata, vedremo, riservera' delle sorprese e per certi versi ridimensionera' l'entusiasmo iniziale, se non addirittura annientera' la notizia. Di positivo restera' l'esistenza di un dibattito politico. Agli atti.

D'accordo sulla diagnosi preimpianto dell'embrione e rivedere anche l'ipotesi di impiantare solo tre embrioni in caso di fecondazione artificiale. Questa la posizione del ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo, sulle possibili modifiche da apportare al testo: "Constato con piacere che nella maggioranza sta emergendo una linea di ragionevolezza per apportare alcune modifiche essenziali alla legge sulla fecondazione assistita. La proposta di consentire la diagnosi preimpianto e' solo una, assolutamente condivisibile, delle modifiche che ritengo necessarie. Ma credo, e questa e' una mia convinzione personale, di persona informata del problema, che il vero vulnus stia nell'obbligo di fecondare solo gli embrioni e di impiantarli tutti contemporaneamente. Tre embrioni possono essere pochi per donne non giovani, che sarebbero cosi' costrette a piu' cicli di trattamenti ormonali, ma possono essere troppi per donne giovani ed innescare il rischio di gravidanze trigemine pericolose sia per la madre che per i bambini".
Se passa quindi, come ritengo opportuno la decisione di apportare modifiche al testo -ha aggiunto il ministro- credo vadano affrontati gli snodi del problema anche facendo tesoro delle critiche e dei consigli degli specialisti che si occupano quotidianamente di fecondazione assistita".

Sempre dallo schieramento della maggioranza Chiara Moroni, del Nuovo Psi, esprime "grande soddisfazione" per l'emendamento presentato da An. "E' una modifica che considero importante e che attribuisce alla coppia ed alla donna che si sottopone a queste tecniche quei criteri minimi di liberta' ed autodeterminazione che il resto della legge sta loro negando". "Il Nuovo Psi certamente sottoscrivera' l'emendamento e lo sosterra' in aula con convinzione".

Commenti e appelli arrivano dall'altra parte politica, uno e' quello delle senatrici diessine Vittoria Franco e Monica Bettoni Brandani, prime firmatarie di un disegno di legge alternativo a quello della maggioranza in materia di procreazione assistita. "Le parole del ministro per le pari opportunita' Stefania Prestigiacomo ci confortano -aggiungono- speriamo che esse vengano ascoltate e che questa presa di posizione renda possibile riaprire il dibattito sulla procreazione assistita e cambiare la bruttissima legge che il Senato sta esaminando". Secondo le parlamentari "e' importante e significativo che si vada consolidando un orientamento favorevole a correggere due degli obbrobri della legge: consentire la diagnosi preimpianto e permettere la revoca del consenso della donna in ogni fase del trattamento. "Sono le uniche strade per evitare la mostruosita' dell'impianto forzoso e coatto dell'embrione in ogni condizione, salvo poi consentire l'aborto". "C'e' solo da augurarsi che le forze politiche che sostengono il Governo vogliano ascoltare il ministro Prestigiacomo e riaprire il dibattito su questa legge".

Luigi Viviani (Ds), rappresentante dei Cristiano-sociali, ha commentato positivamente la proposta dell'on. Alessandra Mussolini e ritenendo "molto giusto che si debba selezionare gli embrioni al solo scopo di eliminare quelli malati". Il senatore, conversando con i giornalisti, ha detto di ritenere una "pura ipocrisia la norma, contenuta nella legge sulla procreazione all'esame del Senato, secondo la quale si dovrebbe prima impiantare un embrione malato per poi ricorrere all'aborto terapeutico". Secondo Luigi Viviani e' auspicabile che, visto l'orientamento di alcuni settori della maggioranza di modificare il testo all'esame del Senato, vengano fatte anche altre modifiche al provvedimento. Viviani propone una "rimeditazione" del divieto di fecondazione eterologa. A suo avviso, infatti, si potrebbe consentire il ricorso al seme esterno alla coppia dopo aver espletato alcuni tentativi di fecondazione omologa.

"Prendiamo atto che esponenti autorevoli della Cdl hanno riconosciuto la fondatezza delle nostre richieste di modifica al disegno di legge sulla procreazione assistita. L'emendamento preannunciato da Fini consentirebbe di migliorare uno dei cinque punti che noi chiediamo di cambiare". Lo afferma in una dichiarazione il senatore diessino Giorgio Tonini, secondo il quale "al Senato invece sembra prevalere l'intenzione di blindare il testo". "Speriamo che ci ripensino e che alla fine la ragionevolezza e il buon senso possano avere la meglio. Evitiamo al Paese una brutta legge piena zeppa di storture, di norme sbagliate e inapplicabili".

Elettra Deiana, deputata del Prc, rivendica alle azioni di protesta al Senato e alla Camera messe in atto da alcune parlamentari il merito di avere riaperto il dibattito sulla legge sulla procreazione assistita. "Le azioni che, insieme ad un gruppo di colleghe, abbiamo messo in atto prima al Senato e poi alla Camera sono state motivate dalla necessita' di rompere quel micidiale silenzio su di una legge fatta sulla pelle delle donne. Le azioni dimostrative, che rivendicano la forza delle relazioni tra donne, sono state fatte in Parlamento proprio perche' lo riteniamo il luogo dove dovrebbero venire esercitate le volonta' dei cittadini e delle cittadine, ma che invece e' stato trasformato in luogo dove vige il tutoraggio delle segreterie dei partiti. Queste azioni, che sono anche state un modo per sottolineare l'importanza che siano le donne a decidere dei propri corpi e della propria riproduttivita', hanno visto i loro primi frutti" e quindi, "accolgo con soddisfazione la riapertura del dibattito e del confronto all'interno degli schieramenti".

Poi qualcosa comincia a cambiare. E arrivano i primi niet dalla maggioranza all'ipotesi di toccare la legge. Intanto una "smentita", quella del ministro Buttiglione, poi si passa alle offese, quelle del capogruppo dell'Udc, Francesco D'Onofrio, e quindi si rientra nel gioco delle parti, ciascuno recita la sua e valga per tutte quella dell'aennino Riccardo Pedrizzi e del leghista Alessandro Ce'.

Rocco Buttiglione smentisce nettamente di aver dato il suo consenso ad un emendamento o ad un ordine del giorno per recepire, al Senato, le istanze poste da Alessandra Mussolini in materia di procreazione assistita. Parlando a 'Radio Radicale', Buttiglione si dice anzi contrario: "No, nient'affatto. Mi e' stata prospettata una ipotesi emendativa su di un punto particolare e io su quella ipotesi ho detto che avevo bisogno di approfondirla perche' non si danno assensi politici cosi' leggermente. Mi sembra molto scorretto se qualcuno e' andato poi in sala stampa a dire che c'e' un assenso politico su una cosa che mi ero riservato di valutare. Censuriamo il metodo, non si fa cosi', io mi sono riservato di dare un giudizio. Quando mi saro' formato un giudizio lo daro'".
"Evidentemente la questione rimane aperta perche' quando ti presentano una ipotesi emendativa lo fanno in termini che sono quelli volti il piu' possibile a renderla accettabile e magari anche a nascondere gli aspetti negativi. E' sempre norma di prudenza quella di dire "e' interessante quello che mi dici, dammi tempo di vedere, controllare". Questo e' quello che io ho fatto e non si puo' spacciare questo per un assenso politico". L'ipotesi di farne un semplice ordine del giorno cambierebbe le cose? "Mai parlare a vanvera -dice Buttiglione- in questo caso ancora di piu'. Prima bisogna vedere e controllare, poi daremo il parere".

"Fini e Buttiglione -ha detto Francesco D'Onofrio evidentemente adirato- non sono senatori e non lo diventeranno mai. Non facciano quindi accordi su una legge all'esame di Palazzo Madama. Questo e' un atteggiamento intollerabile". Ancora piu' duro il capogruppo dell'Udc a Palazzo Madama e' con il leader di An e vicepresidente del Consiglio: "Credo che Fini abbia dei problemi non con l'on. Mussolini ma con suo nonno. Ed e' evidente che questi problemi non sono ancora stati risolti". D'Onofrio ha fatto infine un'altra battuta su Buttiglione: "Fa il filosofo e continui a farlo. Non si occupi di questioni che stiamo affrontando al Senato".

E dentro Alleanza Nazionale i problemi si moltiplicano. "Sarebbe contraddittorio, rispetto a una confronto serrato fatto in commissione, ove sono stati respinti 400 emendamenti dell'opposizione, presentare oggi un emendamento al ddl sulla procreazione", ha affermato il senatore Cesare Cursi (An), sottosegretario alla Salute. "Nel pieno rispetto dei gruppi parlamentari non mi risulta che il gruppo di Alleanza nazionale abbia in animo di presentare emendamento alcuno al disegno di legge sulla procreazione assistita, cosi' come e' avvenuto alla Camera. I gruppi parlamentari hanno gia' espresso le loro opinioni in commissione, in sede di discussione, che e' durata sette mesi, se avessero avuto intenzione di presentare emendamenti lo avrebbero fatto in quella sede non oggi in Aula".

Dopo aver "approfondito sul piano tecnico, scientifico ed etico" la proposta avanzata dall'onorevole Mussolini in merito alla legge sulla procreazione medicalmente assistita, il gruppo di An al Senato non presentera' alcun emendamento al testo attuale, che "auspica venga approvato in maniera definitiva nel piu' breve tempo possibile". Ha affermato il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito."Non e' esatto che, con la formulazione attuale dell'articolato, la donna sarebbe obbligata a ricevere l'impianto in utero di un embrione malato, perche' il testo vieta la selezione embrionaria pre-impianto e, dunque, la donna non sa se l'embrione che ha liberamente e consapevolmente deciso di farsi impiantare e' sano o malato. Si trova cioe' nella stessa identica condizione della donna che procrea naturalmente e, come quest'ultima, puo' ricorrere all'aborto terapeutico una volta che, ad esempio con esami come l'amniocentesi, venisse a sapere che il figlio che porta in grembo e' malformato".
L'attuale versione del testo di legge, in pratica, "dice alla donna: noi ti informiamo bene sui contenuti della normativa, su quello che si puo' fare e su quello che non si puo' fare, sul fatto che la selezione embrionaria preimpianto e' vietata, sui rischi insiti nelle tecniche di fecondazione artificiale; e ti diciamo: pensaci bene, riflettici bene e poi decidi, e poi di' si' o no, di' se vuoi che il tuo ovulo sia fecondato con lo sperma di tuo marito o del tuo compagno e quindi se vuoi che divenga un embrione, una nuova vita, tuo figlio, oppure se non lo vuoi. Ma sappi che se dici si' poi non puoi piu' dire no, perche', a quel punto, non avremmo piu' a che fare con una cosa, ma con un essere umano". Del resto, aggiunge il senatore, "ammettere la selezione embrionaria preimpianto sarebbe in contraddizione insanabile con quanto previsto all'articolo 1 del testo di legge, dove e' sancita la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti compreso il concepito. Verrebbero infatti tutelati i diritti di tutti tranne quello alla vita del concepito, che verrebbe soppresso solo perche' malato. Infatti, la selezione embrionaria pre-impianto comporterebbe l'uccisione dell'embrione o degli embrioni eventualmente malformati. Con la pesante incognita rappresentata dai pericoli che implica tale esame, per cui ci sarebbe il rischio di uccidere anche l'embrione o gli embrioni sani o, comunque, di danneggiarli gravemente, rendendoli quindi noi handicappati".

"Sono stupito e deluso dalle dichiarazione di Fini sul tema della procreazione medicalmente assistita". Lo ha dichiarato Alessandro Ce', presidente dei deputati della Lega Nord. "La legge attualmente in discussione al Senato e' un'ottima legge che contempera il diritto del nascituro alla vita, alla dignita', all'identita' e alla famiglia con il rispetto dei diritti e dei desideri della donna e della coppia. Prima di fare affermazioni avventate il vicepresidente Fini dovrebbe documentarsi sulla realta' della fecondazione in vitro e sull'ampio dibattito svoltosi in questi anni su questo tema. A meno che il vicepresidente Fini non voglia dare il via libera agli apprendisti stregoni favorevoli alla selezione eugenetica dell'embrione, cioe' alla selezione della razza. L'embrione e' essere umano sin dal concepimento e, in quanto vita umana, deve essere sempre rispettato. Non puo' essere ridotto a semplice prodotto di laboratorio manipolabile a proprio piacimento. Ci allarma pertanto la posizione di Fini. Speriamo non rappresenti un segnale di cambiamento di rotta di An su questo argomento che porterebbe oltretutto ad un inscusabile ulteriore ritardo dell'approvazione di una legge di grande civilta' attesa da molto tempo".

"Siamo assolutamente contrari all'ipotesi profilata da Alessandra Mussolini di introdurre nel testo sulla fecondazione artificiale attualmente in discussione al Senato la possibilita' di effettuare la diagnosi pre-impianto". Lo afferma Olimpia Tarzia, responsabile nazionale UDC per la Famiglia, aggiungendo che la proposta "suona ancora una volta come un ennesimo, chiarissimo tentativo dilatorio della legge, gioco a cui non intendiamo partecipare. Cio' infatti porrebbe in forte contraddizione la logica stessa della legge che intende tutelare tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Non si capisce come si possa realizzare la tutela di quest'ultimo qualora venisse messa in atto una selezione a monte di embrioni con conseguente eliminazione degli embrioni considerati "non idonei". L'ombra dell'eugenetica e della selezione della razza si profila minacciosa ed evoca drammatici eventi vissuti in tempi non lontani nella storia europea. Il testo della legge cosi' come approvato alla Camera contiene paletti assolutamente invalicabili, gia' frutto di una sofferta e trasversalmente condivisa riflessione".

"Ritengo mediocre l'emendamento proposto oggi dall'on. Mussolini perche' non risolve il problema medico ed apre ad una pericolosa sperimentazione sull'embrione". Ha affermato in una dichiarazione il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e Sanita'. "Auspico che relatore e governo siano coerenti con il regolamento del Senato e il volere democraticamente espresso dalla commissione Igiene e Sanita'. Altrettanta coerenza, mi aspetto da Alleanza nazionale".

"Continuando cosi' saremo tutti alti, biondi e con gli occhi blu". Con un commento ironico, Maria Burani Procaccini, Presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, interviene nel dibattito politico sulla procreazione assistita. "Come donna comprendo il desiderio di non dare il proprio assenso all'impianto di un embrione malato, ma non posso tacere la paura per le conseguenze che questo emendamento potrebbe comportare. Dal momento in cui mi e' consentito sapere se mio figlio sara' sano o malato, potrebbe venirmi la curiosita' di sapere e scegliere che sia maschio o femmina, bello o brutto. E chiaramente, cosi' come e' vero che nessuno vuole un figlio malato e' altrettanto vero che nessuno lo vuole brutto. Diventeremo quindi tutti alti, magri con i capelli biondi e gli occhi blu?. Oggi sembra incredibile, e forse qualcuno sorridera' per questa mia perplessita', ma fino a pochi anni fa sarebbe sembrato incredibile anche poter conoscere preventivamente lo stato di salute di un figlio!".

"Il tempo per gli emendamenti e' scaduto gia' da tempo e io personalmente non presentero' nessun emendamento". E' questo il commento del senatore Flavio Tredese (Fi), relatore in Senato del testo di legge sulla procreazione medicalmente assistita. A questo punto della discussione solo il relatore o il Governo potrebbero presentare emendamenti ma Tredese scioglie ogni dubbio: "L'iter rimane quello che e' e non presentero' emendamenti, ne' ordini del giorno per un accordo di maggioranza di non modificare la legge".

A commentare il balletto delle dichiarazioni e' arrivato il senatore repubblicano Antonio Del Pennino, relatore di minoranza sulla legge in questione. "Lo stato confusionale dei paladini del 'ne varietur' del testo sulla procreazione assistita mi sembra del tutto evidente dopo dichiarazioni del sottosegretario Cursi, del senatore D'Onofrio e del relatore Tredese in polemica con l'On. Fini". "D'Onofrio scende sul piano dell'insulto personale, prova di una caduta di nervi che negli ultimi tempi e' frequente; Cursi richiama un serrato confronto in commissione dove non ha mai preso la parola se non per esprimere il 'no' agli emendamenti. Il sen. Tredese invoca un accordo di maggioranza che, come emerge dalle dichiarazioni di Fini, non esiste. Mi auguro che il tempo che intercorrera' prima degli esami degli articoli e emendamenti consenta anche a questi colleghi un recupero di saggezza".

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