Italia. Relazione tossicodipendenze: i consumi aumentano grazie al proibizionismo
Dopo aver ascoltato la conferenza stampa tenuta oggi dal sottosegretario Carlo Giovanardi al fine di presentare l’annuale relazione del governo sulle tossicodipendenze (1), Donatella Poretti (senatrice radicali/PD) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
Giovanardi ha detto che è in corso in tutto mondo una vera e propria “guerra alla droga”, che il narcotraffico alimenta il terrorismo, che sempre più estese zone dell’Amazzonia vengono disboscate per far posto alle piantagioni di coca; poi, venendo all’Italia, ha comunicato che sono in aumento i consumi di eroina, cocaina, cannabis, allucinogeni. Dopo simili affermazioni, una persona dotata della diligenza del buon padre di famiglia dovrebbe porsi un’unica domanda: a cosa servono le politiche proibizioniste finora adottate in tutto il mondo, Italia compresa? Giovanardi, naturalmente, non se le è posta, altrimenti avrebbe dovuto dimettersi seduta stante.
Si è barcamenato, aiutato dal Prof. Serpelloni, a rispondere alle domande dei giornalisti, cavandosela spesso troppo a buon mercato. Quando gli è stato chiesto di intervenire per colmare la disparità di trattamenti esistente fra regione e regione (soprattutto fra il Centro-Nord e il Sud del Paese) se l’è cavata dicendo che ogni regione ha il monopolio dell’assistenza sanitaria; nessun giornalista presente gli ha ricordato che esistono i Livelli essenziali di assistenza (LEA), vale a dire le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, in tutta Italia. I LEA sono stati introdotti con un Decreto del 2001 del governo Berlusconi. Rispetto, in particolare, ai servizi per le tossicodipendenze, sono ancora pienamente vigenti le disposizioni del DPR 309/90 e del relativo decreto di attuazione (DM 444/90).
Il nostro voto finale all’alunno Giovanardi è questo: bocciato sia in proibizionismo sia in legislazione sanitaria!
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Si è barcamenato, aiutato dal Prof. Serpelloni, a rispondere alle domande dei giornalisti, cavandosela spesso troppo a buon mercato. Quando gli è stato chiesto di intervenire per colmare la disparità di trattamenti esistente fra regione e regione (soprattutto fra il Centro-Nord e il Sud del Paese) se l’è cavata dicendo che ogni regione ha il monopolio dell’assistenza sanitaria; nessun giornalista presente gli ha ricordato che esistono i Livelli essenziali di assistenza (LEA), vale a dire le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, in tutta Italia. I LEA sono stati introdotti con un Decreto del 2001 del governo Berlusconi. Rispetto, in particolare, ai servizi per le tossicodipendenze, sono ancora pienamente vigenti le disposizioni del DPR 309/90 e del relativo decreto di attuazione (DM 444/90).
Il nostro voto finale all’alunno Giovanardi è questo: bocciato sia in proibizionismo sia in legislazione sanitaria!
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