Linee guida sanitarie in Germania: ma il dr.guaritore le guarda qualche volta?
Di emicrania soffre una donna su sette; gli uomini meno, la metà; non risparmia neanche i bambini. Così si è formato un vero arsenale di trattamenti. Dal sale di cucina iniettato nei gangli nervosi all'ozonoterapia, dalla rimozione dell'amalgama dentale alla cura con le cellule fresche o alla ripulitura dell'intestino. Quando c'è l'emicrania si buca, si tira, si preme e si perfora fin dove è possibile. Solo che non serve a nulla.
Quel che serve contro gli episodi di emicrania è stato studiato, dimostrato e descritto da tempo. Riassumendo si può dire: i triptani (a base di triptamine -alcaloidi presenti in piante, funghi e animali, ndr) sono il rimedio più efficace durante gli attacchi d'emicrania. Chi vuole prevenirli, può ridurne la frequenza e l'intensità con compresse oppure con terapie comportamentali o una regolare attività sportiva. Ci sono persino consigli se colpisce le donne in gravidanza: la linea guida 062/005 descrive dettagliatamente come trattare l'emicrania e altre cefalee quando una donna è incinta o allatta -analizza la sua incidenza sulla gravidanza e anche l'opposto; indica i medicinali, il dosaggio e i rischi nei vari stadi; esamina le possibilità per prevenirla e prende posizione sugli approcci alla medicina alternativa. Questa linea guida è scaricabile gratis da Internet.
I cataloghi delle linee guida
Stefan Evers della Clinica neurologica dell'Università di Muenster ha lavorato per mezz'anno a questa linea guida -a titolo onorifico, sottolinea. Perché? "Perché dovevamo opporre subito qualcosa di scientifico alla giungla esistente nel trattamento dell'emicrania". Se sia utilizzata o no, non lo sa. Ciò che sa di sicuro è: "L'esistenza di linee guida ha una grande importanza nella funzione giurisdizionale: i giudici vi si attengono". Gli è capitato d'essere perito nel processo a un medico di un servizio d'emergenza, il quale era intervenuto in un attacco d'emicrania con un'iniezione di Atosil anziché di Aspisol, come sarebbe stato corretto. Un semplice scambio di nome? Il medico asserì d'aver fatto buone esperienze con l'Atosil sebbene nessun trattato medico lo indichi per questa patologia. E poiché sull'emicrania esistono linee guida chiare, il medico fu condannato.
Le linee guida sono il tentativo di riassumere in modo ragionevole e neutrale le conoscenze disponibili riguardo a diagnosi e terapia di una data malattia. Esse sono l'elaborazione di un numero sterminato di studi e la raccolta delle conoscenze scientifiche su un argomento. Sono dei suggerimenti per il medico praticante, non un obbligo. "I limiti sono superati quando un paziente si discosta troppo dal paziente medio, per esempio se ha numerose altre malattie o determinate specificità", dice Evers. Ma sono eccezioni piuttosto rare. Per lo più il trattamento rispettoso delle linee guida è migliore, con meno effetti collaterali, spesso anche meno costoso di uno personalizzato. Molte vole il medico che non vi si attiene non è migliore degli altri, è solo male informato.
Una stesura costosa
L'ipotesi trova conferma in uno studio che all'inizio di febbraio è apparso sul Bollettino medico. A 2.500 medici era stato inviato un questionario con 45 domande sul corretto trattamento di tre tipi di malattie. Appena la metà lo ha restituito compilato, e il risultato è stato: "Solo il 40% dei medici di famiglia interpellati ha dimostrato d'avere una conoscenza sufficiente dei contenuti delle linee guida -indipendentemente da età, sesso, orientamento specialistico o regione", dice Ute Karbach dell'Istituto di sociologia medica (IMVR) di Colonia.
Ma la linea guida può funzionare anche in senso opposto: è il paziente l'interlocutore. "L'obiettivo è di offrire in Internet linee guida per pazienti; possono essere distribuiti negli ambulatori o tra i gruppi di autoaiuto", spiega Hans-Christoph Diener. "Purtroppo, di solito i pazienti non osano contraddire il medico, nemmeno con la linea guida in mano. Preferiscono buttare i farmaci nella spazzatura e cercarsi un altro dottore".
Eppure, redigere una linea guida comporta tanta fatica. Difficile soprattutto quando in gioco ci sono molti interessi. Olaf Ortmann, direttore della Universitaetsfrauenklinik di Regensburg, ha coordinato la stesura di una linea guida sulla terapia ormonale in menopausa. Qui erano in gioco molti soldi, giacché l'assunzione di ormoni femminili in menopausa è un mercato rischioso. Per poter offrire una terapia il più possibile differenziata, la linea guida si è attenuta allo standard più alto, la "linea guida S3", un compendio di consensi formalizzati. "Erano coinvolte 20 società specializzate, per garantire la debita considerazione dei vari punti di vista e una perizia di alto valore", dice Ortmann. "La tesi essenziale della linea guida è: di per sé, lo stato di salute dopo la menopausa non richiede alcun trattamento" Ci sono però una serie di disturbi da curare. Finora si è adottata una terapia ormonale in funzione preventiva, partendo dal presupposto che il beneficio prevalesse sui rischi. "Ma guardando ai dati attuali non è più vero e comunque non è generalizzabile". "Esiste per esempio un incontrovertibile legame tra l'assunzione di ormoni e il rischio di cancro o di trombosi".
Consigliata l'osservanza
Ora, la stessa società sta elaborando una stesura per pazienti che dovrebbe essere pubblicata entro l'anno. Ortmann registra anche un certo successo: "Negli ultimi anni la prescrizione di ormoni in menopausa è diminuita di circa la metà, probabilmente per effetto di aggiornamenti più intensivi". E forse anche della linea guida, che risparmia ai medici la lettura di una miriade di studi. Inoltre è molto più aggiornata dei libri di testo. E più indipendente. Le linee guida non sono sponsorizzate né dall'industria farmaceutica né dai produttori di strumenti sanitari né da altri gruppi d'interesse. Dietro ai suggerimenti ci sono per lo più università, collegi professionali e associazioni mediche. Se la malattia è transdisciplinare, le diverse aggregazioni di specialisti devono trovare un accordo. "Nella linea guida per la prevenzione di tromboembolie venose, ossia di otturazione dei vasi sanguigni tramite i coaguli, erano coinvolte non meno di 28 collegi professionali e altre istituzioni", dice Ina Kopp, dirigente dell'Istituto AWMF, sorto nel 2009 presso l'università di Marburg. La struttura vuol essere una sorta di piattaforma che sovraintende alle linee guida.
Come detto, in Germania le linee guida non sono vincolanti. Medici e pazienti le considererebbero una minaccia alla loro autodeterminazione. "Non sono libri di cucina", dice Kopp, "ogni paziente ha la sua storia personale di malato". Ma se sono valide, trasmettono la situazione scientifica aggiornata e riflettono l'esperienza accumulata dagli esperti, perciò dovrebbero avere un ruolo nella decisione sulle terapie. "Ogni medico dovrebbe informarsi sulle linee guida attuali, quanto meno nel proprio campo", dice Kopp. "Se ignora senza motivo delle linee guida valide, sorge un problema morale". E giuridicamente rischioso.
(articolo di Magnus Heier per la Frankfurter Allgemeine Zeitung del 07-03-2011. Traduzione di Rosa a Marca)
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