Marasma carburanti. Incapacità e mancanza di prospettive. Verso il peggio

Il governo era impegnato, alla fine del taglio delle accise, ad introdurre la cosiddetta accise mobile, uno sconto sui carburanti che dovrebbe dipendere dai rincari: lo Stato prende i soldi in più incassati grazie all’Iva pagata dai consumatori al distributore, e li usa per tagliare i prezzi.
Al momento non lo ho ancora fatto. I prezzi dei carburanti salgono per il diesel o calano per la benzina nonostante il prezzo del greggio del barile rimane fermo. I prezzi col tetto massimo (cup price) dei maggiori distributori vige ancora, ma ha dovuto rimodularsi verso l’alto per la mancanza della riduzione delle accise.
Il problema, al netto dei clamori mediatici del mancato provvedimento, è che non essendo una cosa semplice mettere in atto un’accise mobile, ed essendo il governo quel che è (molto scarso) in materia energia, non c’è da aspettarsi competenze all’altezza della situazione. E, soprattutto, visioni di un futuro che vadano oltre la ricerca di consenso per provvedimenti ad effetto… come nel caso della sospensione del bollo auto per il 2027, di cui ancora si sa poco a parte che non dovrebbe essere pagato, e che non è altro che una partita di giro perché le imposte (soprattutto quelle delle Regioni, maggiori beneficiarie di questo introito) verranno comunque prelevate in modi più o meno surrettizi.
Scarsità dovuta ad assenza di politiche per far fronte, per esempio, alla mancanza di raffinerie, bombardate nel corso dell'invasione russa dell’Ucraina. Nonché mancanza di politiche per far calare i consumi. La politica italiana di neutralità energetica è stata fallimentare, ché se si fosse investito di più su biodiesel ed elettrico, sulle rinnovabili, sul trasporto pubblico locale e quello su rotaia, oggi non saremmo in questa situazione. Domanda altissima e offerta pressoché bloccata da dinamiche per le quali l’Italia e il suo governo non sono in grado di contare in qualche modo.
Prendere atto di questa situazione, significa che ci aspettano periodi anche peggiori di quelli attuali, visto che le stagioni fredde sono meno clementi di quelle calde, sulle bollette quanto sui consumi.
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