MDMA contro il trauma del 7 ottobre: Israele sperimenta la terapia psichedelica per il PTSD

Israele si trova ad affrontare un'ondata senza precedenti di disturbi da stress post-traumatico (PTSD). Secondo quanto riporta il Jerusalem Post, uno studio del Controllore di Stato israeliano stima che circa 3 milioni di adulti abbiano sviluppato sintomi di ansia, depressione o PTSD in seguito alla strage del 7 ottobre 2023 e alla guerra che ne è seguita. Una crisi che ha messo sotto pressione il sistema di salute mentale ben oltre le sue capacità.
Il PTSD si manifesta con ricordi intrusivi, flashback, ipervigilanza cronica, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e, in alcuni casi, un senso di vuoto emotivo o dissociazione. Le sue conseguenze non si limitano alla sfera individuale: il trauma di massa erode la fiducia sociale, indebolisce il senso di sicurezza collettiva e compromette la capacità di una società di funzionare in modo stabile nel tempo. Le ricadute economiche sono altrettanto pesanti: un'analisi di MAPS Israel e Social Finance Israel stima che il costo cumulativo del trauma non trattato potrebbe raggiungere circa 157 miliardi di shekel nei prossimi anni, tra aumento della spesa sanitaria, consumo di farmaci, pressione su welfare e istruzione, e calo della produttività.
I trattamenti attualmente disponibili per il PTSD — dalla Terapia di Elaborazione Cognitiva (CPT) all'EMDR, dalla Somatic Experiencing alla farmacologia — funzionano per alcuni pazienti, in alcuni casi. Ma il sistema sanitario pubblico israeliano non riesce a garantire un accesso sufficiente alla scala che questo momento richiede: le liste d'attesa sono lunghe, il personale formato è insufficiente, i tassi di abbandono della terapia sono elevati e non tutti i pazienti rispondono ai trattamenti esistenti.
In questo contesto si inserisce la terapia assistita dall'MDMA, indicata come uno degli sviluppi più promettenti nel trattamento del trauma degli ultimi anni. Grandi sperimentazioni cliniche condotte da MAPS negli Stati Uniti hanno mostrato che quasi il 70% dei partecipanti non soddisfaceva più i criteri diagnostici per il PTSD al termine dello studio, con riduzioni significative della gravità dei sintomi. L'Australia, nel 2023, è diventata uno dei primi paesi ad autorizzare l'uso controllato di questa terapia in un quadro clinico regolamentato, con supervisione medica rigorosa; i dati preliminari reali sembrano confermare i risultati degli studi clinici sia in termini di efficacia che di profilo di sicurezza.
MAPS Israel, organizzazione no-profit dedicata alla ricerca e ai protocolli innovativi, ha avviato nell'ambito del proprio "Healing October 7 Project" uno studio unico al mondo che mette a confronto la psicoterapia assistita da MDMA in setting di gruppo con quella individuale. La sperimentazione — approvata dal ministero della Salute israeliano, sponsorizzata dal Sheba Medical Center e condotta su 168 pazienti in due centri clinici (Lev Hasharon Mental Health Centre e Be'er Sheva Mental Health Centre) — punta a valutare se il modello di gruppo possa ampliare l'accesso alle cure trattando più persone contemporaneamente. Secondo i promotori, l'MDMA riduce la paura e la reattività emotiva, consentendo ai pazienti di elaborare i ricordi traumatici in modo più efficace rispetto agli approcci tradizionali centrati sull'esposizione o sulla gestione dei sintomi.