Domenica 7 giugno 2026
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Messico. Un candidato della destra messicana ammette un patto con il narcotraffico

Articolo · Pablo Ordaz ·
Alcune registrazioni rivelano l'accordo tra il politico e la criminalita' organizzata
Il partito del presidente messicano Felipe Calderon sta impostando la sua campagna elettorale sull'attacco furibondo ai suoi avversari politici, accusati di non essere poi troppo avversi al narcotraffico. Solo che la rivista digitale Reporte Indigo, il 12 giugno ha diffuso alcune registrazioni in cui Mauricio Fernandez Garza, canditato del Partito Accion Nacional (PAN) a sindaco di San Pedro nello Stato di Nuevo Leon, commenta i suoi rapporti con il potente cartello dei Beltran Leyva. Dice che i suoi capi vivono in quella prospera localita' e fa capire d'aver pattuito con loro la politica della sicurezza.
Secondo le registrazioni, il candidato Fernandez attribuisce la tranquillita' di cui gode il comune di San Pedro, governato da anni dal PAN, al patto con i narcos. La pace delle contrade non e' merito della "sua buona politica, bensi' della guardia dei Beltran Levya; San Pedro lo hanno custodito loro non le nostre politiche". Ieri il candidato della destra ha ammesso che la voce che si sente nelle registrazioni e' effettivamente la sua, ma che "sono estrapolate dal contesto".
Una parte delle registrazioni "estrapolate dal contesto" e' questa: "Arturo Beltran Leyva (il massimo dirigente del cartello) ha vissuto per sette anni a San Pedro... e ci vivono vari appartenenti, le sue famiglie, dico. Si comportano con discrezione nascondendo la loro identita', ma qui vivono, non devi avere nessun dubbio. Quando l'ho commentato (il piano di sicurezza di San Pedro), loro hanno dato piu' importanza a vivere sicuri che alla quantita' di droga che possono vendere qui". Il candidato del PAN ammette che la decisione di sedersi con i narcotrafficanti sia stata temeraria, ma poi minimizza la pericolosita' dei Beltran Leyva rispetto ad altre mafie del narcotraffico. "Loro non si danno ai sequestri".
Alla chiusura di quest'edizione, il presidente del PAN, German Martinez, non s'era ancora pronunciato sull'argomento. Tanto piu' spinoso per il PAN in quanto ha basato la sua campagna per il rinnovo parziale del Parlamento -il prossimo 5 luglio- ponendo l'elettore di fronte al dilemma: decidi tu, o il PAN o il PRI. O la pulizia del PAN e la bravura di Felipe Calderon nella sua lotta al narcotraffico, o il passato del PRI, torbido di complicita' con i cartelli della droga.
Il giornalista Ramon Alberto Garza, uno dei responsabili di Reporte Indigo, ha scritto ieri sul giornale El Universal: "Chi dovra' disegnare piu' chiaramente la propria linea sara' il presidente Calderon. Cio' che ha ammesso il candidato panista di San Pedro e' un atto di patente tradimento della lotta che la sua amministrazione svolge contro il narcotraffico, nel tentativo di recuperare la sicurezza nazionale. Come spiegare ai comandi dell'Esercito messicano che mentre i nostri soldati pagano con la vita la terribile guerra contro il crimine organizzato, un candidato panista d'alto profilo si siede al tavolo a contrattare con il nemico e a consegnargli la piazza?"

Traduzione di Rosa a Marca

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