Narconon (Scientology): Giovanardi e Serpelloni ci ascoltano con interesse
Riceviamo e pubblichiamoEgregio direttore,
in merito all'articolo pubblicato sul sito ADUC DROGHE col titolo “Scientology entra nel club: invito di Giovanardi alla Conferenza di Trieste”, in data 11/02/2009, voglio far sapere ai Suoi lettori alcune considerazioni.
Il Sig. Maurizio Coletti ha lanciato un inopportuno grido d'allarme solo perché l'associazione Narconon ha partecipato all'incontro tenutosi con tutte le altre comunità di recupero e funzionari pubblici a Roma, il 18 Luglio 2008.
Al Sig. Coletti deve essere sfuggito il fatto che dopo 25 anni di attività, con migliaia di tossicodipendenti che hanno completato il programma Narconon presso una delle sette comunità Narconon presenti in Italia, abbiamo anche noi qualcosa da dire alle istituzioni pubbliche o alle personalità politiche che si preoccupano del problema droga, come il Senatore Carlo Giovanardi e il Dott. Giovanni Serpelloni che invece ci hanno ascoltati con interesse.
Noi sosteniamo che il tossicodipendente non deve essere considerato un malato psichico da “trattare”, ma una persona che per determinate scelte è finita per sfuggire al vivere, alle sue responsabilità, alle immancabili difficoltà e come tale da recuperare alla vita restituendole quell'integrità e rispetto di sé che ha perso. Non crediamo nella medicalizzazione della tossicodipendenza e forse questo è motivo di preoccupazione per il Sig. Coletti, psicologo e psicoterapeuta.
Sostenere che l'Associazione Narconon sia controversa solo perché ha programmi e metodi di formazione degli operatori diversi da quelli degli altri lo trovo poco intelligente e se a ciò aggiungiamo che il Sig. Coletti non ha mai visitato una comunità Narconon allora possiamo dire che le sue affermazioni sono del tutto gratuite.
Siamo orgogliosi di non dover ricorrere a sostanze psicotrope legali per sostituirle a quelle illegali. In questo modo il tossicodipendente non passa da una schiavitù chimica all'altra e in più non ingrassiamo le case farmaceutiche.
Il Sig. Coletti parla di rette mensili, ma tralascia di dire che le comunità Narconon non ricevono finanziamenti statali per portare avanti la loro missione. Potrà sembrare retorico, ma per quanto ci riguarda, i contribuenti non hanno dovuto subire nessun ulteriore salasso per le vite che abbiamo strappato alla morsa letale della droga.
Diversità non significa inferiorità. Non sappiamo che cosa preoccupi veramente il Sig. Coletti, ma vogliamo fargli sapere che siamo disponibili al confronto ed al chiarimento.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti