Venerdì 5 giugno 2026
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Nessun risarcimento alla cliente costretta a bere acqua minerale e non del rubinetto

Articolo · Redazione ·
MChe Lee - Unsplash
Foto: MChe Lee — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

La vicenda riguarda una ospite di un hotel a 5 stelle, a cui durante la permanenza le sarebbe stata negato di consumare acqua potabile del rubinetto durante i pasti.

La cliente sosteneva di essere stata costretta ad acquistare acqua minerale in bottiglia, al costo di 7 euro, chiedendo la condanna degli albergatori al pagamento di 2.763 euro a titolo di risarcimento del danno.

Secondo la cliente, avere acqua potabile era un servizio normale, al pari di lenzuola pulite o sapone in bagno.

 

Da qui la controversia arrivata fino alla Cassazione che ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo il ricorso della cliente.

 

Per i giudici, il punto centrale è che non è stata indicata una norma di legge che imponga di servire acqua del rubinetto durante la ristorazione.

Secondo la Corte, avrebbe potuto assumere rilievo solo un eventuale accordo iniziale tra le parti. Per cui l'albergo non ha violato un obbligo contrattuale.

La Cassazione insiste su un altro aspetto: la somministrazione di acqua del rubinetto avrebbe potuto comportare per la struttura l'adozione di procedure di autocontrollo e verifiche, anche sotto il profilo microbiologico.

Inoltre, per la Corte, non si può parlare di danno economico o di stress, anche considerando che il soggiorno era costato complessivamente 5.712 euro.

Il costo dell'acqua si inseriva in un contesto di vacanza di lusso, dove quella spesa non poteva essere trasformata in danno risarcibile.

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