Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Olio d'oliva italiano made in Spain

Articolo · Redazione ·
La maggior parte dell'"extravergine" importato dall'Italia è prodotto con olive spagnole.
Gli svizzeri tengono molto all'olio d'oliva di qualità di provenienza italiana, ma le etichette spesso sono fuorvianti e ai clienti tocca un misto Ue.
Deve pizzicare in gola, può avere il sapore del pepe, di pomodori verdi o d'erba appena tagliata, ma mai odorare di banane mature o di mele. Un buon olio d'oliva extravergine, ricavato da olive colte a mano, pressate a freddo e macinate entro le 24 ore, è una prelibatezza. Non solo sul pane tostato in area mediterranea, ma anche per impreziosire una lattuga locale.
In Svizzera l'oro liquido del Sud piace sempre di più. Nel 2009 ne sono stati importati 12 milioni di litri, il 93% di qualità extravergine. E basta dare un'occhiata agli scaffali di tre grandi distributori come Coop, Migros e Denner per concludere che l'olio d'oliva buono viene dall'Italia. Si chiama Bertolli, Monini, Filippo Berio, De Cecco e promette, a scelta, "Gran tradizione", "Gran fruttato", "Selezione speciale". Il linguaggio delle etichette è eloquente. Nel solo reparto Delicatessa del Globus (altro distributore, ndt) su 50 tipi d'olio d'oliva, 40 provengono dall'Italia.
Tuttavia, nelle bottiglie non c'è sempre solo Italia. "EU-Blend"; "Miscela dalla Comunità"; "Vari oli dell'area mediterranea" si legge spesso sul retro.
E' che da qualche tempo la produzione annuale italiana non basta più a coprire il fabbisogno nazionale. Perciò i produttori s'aiutano con un trucco, per altro legittimato dai legislatori di Bruxelles nel 2009: l'extravergine si compone in gran parte d'olio d'oliva spagnolo, un po' arricchito e imbottigliato in Italia.
I consumatori svizzeri danno grande importanza all'olio d'oliva di qualità del Paese vicino. Sarà per le ottime esperienze culinarie fatte nelle vacanze italiane o per il prestigio del marchio Italia che la pubblicità propone con accortezza, innovando i cliché. Un esempio Bertolli: "Il marchio sta per il senso mediterraneo della vita. Tutta la passione di Bertolli va al buon cibo, ai migliori ingredienti, allo stile italiano. Nel 1865 Francesco Bertolli imbottigliò per la prima volta il suo squisito olio d'oliva vendendolo nel negozio di alimentari di Lucca, idilliaca cittadina toscana". Ma nel 2010 la bottiglia da un litro di olio Bertolli comprata al Denner contiene "olio vergine d'oliva di produzione Ue".
Come un vino rosso nel tetrapak
Secondo il Dipartimento di Sanità non c'è motivo di modificare le definizioni approvate dalle norme europee in vigore. Solo se il prodotto riporta "100% italiano" ci devono essere soltanto olive italiane. Come nell'olio Monini in vendita alla Migros, il più venduto in Svizzera. Ma mentre la Migros commercializza solo olio d'oliva italiano o spagnolo, oltre la metà degli oli della Coop sono fatti con "miscela europea".
Alla luce dell'importanza crescente attribuita all'origine degli alimenti, stupisce che una salsa all'olio d'oliva europea, con una quota d'italianità, possa trarre in inganno il consumatore. Nessuno comprerebbe un "vino rosso europeo". Oltre tutto, come dice l'importatore d'olio Giuseppe Carrabs della ditta Buonsapore di Buchs (Canton San Gallo): "La qualità di molti oli extravergine d'oliva industriali assomiglia a quella di un vino rosso nel tetrapak". Indipendentemente dal fatto che le olive provengano da vari Paesi o da diverse zone dello stesso Paese.
Vendite grazie a Don Chisciotte
E' ormai dimostrato che la Spagna, primo produttore mondiale d'olio d'oliva, fa dell'ottimo olio. Ma in quanto a venderlo, non è mai riuscita a "fare le scarpe" agli italiani. Tuttavia, poiché il boom del mercato dell'olio d'oliva è tutt'altro che esaurito, le cose potrebbero cambiare. Anche ai consumatori d'oltreoceano comincia a piacere il gusto dell'extravergine. Il Giappone nel 2009 ne ha importato il 44% in più dall'Ue; l'Australia il 35% e il Canada il 26%. E il primo carico di "Virgen extra" di produzione andalusa è appena salpato per il Brasile. Sull'etichetta: Don Quijote y Sancho Panza.

(articolo di Daniel Puntas Bernet, pubblicato sul quotidiano Neue Zuercher Zeitung del24-10-2010. Traduzione di Rosa a Marca)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →