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OTTO PER MILLE: UN AGGIORNAMENTO
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Articolo di Annapaola Laldi
15 maggio 2003 0:00
 
Stagione di dichiarazione dei redditi IRPEF, stagione di OTTO PER MILLE (OPM). Con il modulo per la dichiarazione troviamo quello per la scelta della destinazione dell'OPM, che anche quest'anno si puo' fare fra sette concorrenti:
- lo Stato,
- la Chiesa cattolica,
- l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno (Avventisti),
- le Assemblee di Dio in Italia (ADI),
- la Chiesa Valdese-Unione delle chiese metodiste e valdesi (Valdesi),
- la Chiesa evangelica Luterana in Italia (Luterani),
- l'Unione delle comunita' ebraiche italiane (Ebrei).
Non figurano ancora nel modulo, benche' abbiano firmato l'Intesa con lo Stato il 20 marzo 2000, l'Unione buddhista italiana e la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova.
Perche' loro no?
Comunque, rispetto a quanto scrissi negli articoli del 1° marzo, 1° aprile e 15 aprile 2002, a cui rimando, sull'OPM non ci sono da fare aggiunte sostanziali, se non qualche scarna cifra di aggiornamento.

CHI CERCA TROVA ....

E' giusto pero' ribadire l'osservazione che lo STATO continua a considerare l'OPM una questione segreta. Su nessun sito statale ho trovato informazioni sul gettito e la distribuzione dell'OPM nel corso degli anni: non su quello del ministero dell'Interno (clicca qui), benche' tale ministero sia il destinatario dei rendiconti annuali obbligatori delle varie confessioni; non su quello del ministero dell'Economia e delle Finanze (clicca qui), che pure e' il percettore e il distributore dell'OPM. Sono una cattiva navigatrice? Mi farebbe piacere che qualcuno me lo dimostrasse. Sul serio. Qualcosa si trova sul sito della presidenza del consiglio dei ministri (clicca qui), ma bisogna scovare il Dipartimento per il coordinamento amministrativo, dove, il 12 maggio, oltre al testo DPR 10.3.1976 che disciplina l'uso dell'OPM a diretta gestione statale, e a quello di due circolari applicative, vi era il decreto del presidente del consiglio dei ministri (DPCM) del 29 novembre 2001. Si', ancora quello del 2001! Eppure il 20 novembre 2002 e' stato emanato il DPCM relativo alla gestione dell'OPM 2002, pubblicato sulla G.U. n. 57 del 10.3.2003. Ma a colpirmi di piu' della lentezza dell'aggiornamento, e' il fatto che non esista un archivio degli anni passati, ragion per cui da questa fonte non e' possibile fare dei confronti, che sono cose sempre utili e interessanti.

TRA LE CONFESSIONI RELIGIOSE, chi rispetta in pieno il diritto del cittadino-contribuente a una scrupolosa informazione sono i Valdesi (clicca qui), che hanno gia' aggiornato il settore OPM del loro sito coi dati del 2002 e mantengono disponibili i dati degli anni precedenti. Il loro e' un vero e proprio rendiconto analitico, con le indicazioni dei destinatari delle varie somme.
Abbastanza analitici per segnalazione dei progetti finanziati, ma non per quella dei percettori delle somme distribuite, sono anche i rendiconti degli Avventisti (clicca qui), che pero' non hanno ancora predisposto l'aggiornamento del 2002. Anch'essi lasciano a disposizione i dati degli anni precedenti.
Piu' sommario e' il rendiconto dei Luterani (clicca qui) che si limita per ora a quello del 2001.
Ancora piu' sommario e', pero', il rendiconto della Chiesa cattolica (clicca qui), che indica la ripartizione solo per grandi settori, come vedremo fra poco. Lo specchietto e' comunque aggiornato al 2002 e segnala anche gli introiti di tutti gli anni passati.
L'Adi e gli Ebrei, infine, forniscono pochissime informazioni. Mancano per tutti e due le cifre ricevute. L'Adi (clicca qui) assicura che ogni centesimo di euro sara' utilizzato a scopi sociali e umanitari ed elenca i programmi di aiuto in Italia e all'estero per il 2001. Gli Ebrei (clicca qui), dal canto loro, forniscono solo delle percentuali (senza l'indicazione dell'anno a cui si riferiscono), e cosi' sappiamo che della cifra ignota che hanno ricevuto, hanno speso il 46,99% per attivita' formative in cultura ebraica, a livello accademico, intermedio e di base, il 22,00% per attivita' culturali (archivi storici, biblioteche, musei), il 16,22% per la tutela delle minoranze e per attivita' sociali (lotta al razzismo e all'antisemitismo, assistenza agli anziani, all'infanzia e agli handicappati) e il 7,45% per la conservazione del patrimonio artistico ebraico in Italia (sinagoghe e monumenti).

.....MAGARI SOLO QUALCHE DATO

I dati aggiornati al 2002 che sono riuscita a scovare tra Internet e Gazzetta ufficiale non sono dunque molti, e metterli a disposizione di chi legge e' cosa che si fa alla svelta -con una avvertenza. E cioe' che queste cifre sono in EURO, mentre quelle che si trovano negli articoli sulla "Pulce nell'orecchio" del 2002 sono in LIRE (segnalazione aggiornamenti fatti nel 2006 nella nota).

A) LO STATO
Nel 2002 lo STATO ha avuto a disposizione Euro 99.229.249 che ha ripartito cosi':

- FAME NEL MONDO: Euro 2.595.537 pari al 2,62%;

- CALAMITA' NATURALI Euro 17.976.497 pari al 18,12%

- ASSISTENZA RIFUGIATI Euro 8.640.807 pari al 8,70%;

- CONSERVAZIONE BENI CULTURALI:
* PER CONFESSIONI RELIGIOSE:
** CHIESA CATTOLICA: Euro 33.098.000 pari al 33,36%;
**EBREI : Euro 288.393 pari al 0,29%;
* PER OPERE CIVILI Euro 36.629.957 pari al 36,91%.

Una comparazione delle percentuali con gli anni precedenti porta a fare alcune osservazioni:
1. Per la prima volta dal 1998 (anno in cui entro' in vigore il DPR 76/1998 che disciplina la gestione OPM dello Stato) non vi sono stati stanziamenti per decreto-legge a favore di iniziative estranee alla prassi stabilita dal DPR sopra citato. Sembra dunque che sia stata recepita la richiesta piu' volte espressa dalle Commissioni parlamentari, che peraltro hanno sulla materia un ruolo puramente consultivo, di distribuire l'OPM statale solo a progetti presentati ai sensi del DPR 76/1998. Tutta la somma a disposizione e' stata quindi ripartita fra 236 progetti rispondenti ai requisiti prescritti. Le domande ricevute erano state 1232, e il corposo supplemento al n. 57 della G.U del 10.3.2003 rende conto anche dei motivi delle varie esclusioni.
2. La destinazione dell'OPM statale riguarda "interventi straordinari" in quattro settori: a) fame nel mondo, b) calamita' naturali, c) assistenza ai rifugiati, d) conservazione dei beni culturali.
Vale la pena vedere in dettaglio cosa e' successo quest'anno:
a) FAME NEL MONDO: con il 2,62% assegnato al settore nel 2002, si conferma la tendenza a una scarsa considerazione di esso. Sempre meglio, certo, dello =% del 2000, ma molto lontani dall'11,68% del 1998. Nel 1999 la percentuale fu dello 0,44%, nel 2001, dell'1,51%.
b) CALAMITA' NATURALI: l'assegnazione del 18,12% segnala una crescente attenzione. L'anno piu' povero fu il 1999 (8,05%), l'anno piu' ricco il 1998, perche' ai quasi 5 miliardi (13,31%) di finanziamento a progetti conformi al DPR 76/1998, ne vanno aggiunti altri 135 stanziati per decreto-legge (terremoto Umbria e Marche e rischi idrogeologici). Nel 2000 lo stanziamento fu pari al 13,49%, nel 2001 pari al 11,26%.
c) ASSISTENZA AI RIFUGIATI: nel 2002 la destinazione e' stata dell'8,70%, in calo rispetto al 2001 (9,08) e soprattutto al 2000 (24,17%). Bisogna notare che in questi due anni l'intera cifra fu assegnata al Ministero per l'Interno per un progetto pilota per la costituzione e la gestione di un sistema di accoglienza e assistenza a livello nazionale per profughi e rifugiati riconosciuti ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951. Molto scarse erano state le assegnazioni del 1998 (1,86%) e del 1999 (2,4%).
d) CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI: in totale nel 2002 ha assorbito il 70,56%, ma.. c'e' un MA. E consiste nel fatto che il 33,36% (dell'OPM totale) e' stato speso per beni ecclesiastici cattolici, il 36,91% per opere civili e uno smilzo 0,29% per un bene appartenente alla Comunita' ebraica di Ferrara.
Si conferma cosi' la tendenza a spendere l'OPM dello Stato per opere legate al culto specialmente cattolico. Cosi' e' stato nel 2001 (32,43%), nel 2000 (29,03%), nel 1999 (col picco del 46,35%!), e nel 1998 (con il 24,50% che e' stata la spesa piu' bassa).
Sono almeno due le domande che si ripropongono, invero un po' noiosamente.
- La prima allo Stato: e' opportuno, e' corretto che lo Stato finanzi il recupero di beni legati a una matrice religiosa con i fondi che gli vengono messi a disposizione da contribuenti che hanno scelto lui, Stato, anziche' una delle confessioni religiose che pur avevano a disposizione?
- La seconda alla Chiesa cattolica: dato che il suo introito OPM e' quasi dieci volte maggiore di quello dello Stato (nel 2002: 908 milioni di Euro contro i poco piu' di 99 dello Stato), le pare corretto e giusto -ma direi anche dignitoso- spendere per la conservazione di beni di sua proprieta' e uso solo il 5,6% del proprio OPM, pretendendo dallo Stato un impegno di gran lunga più elevato?

B)LA CHIESA CATTOLICA

Come contributo OPM del 2002 la CHIESA CATTOLICA, l'abbiamo appena visto, dichiara 908.000.000 di Euro, quasi dieci volte di piu' di quello dello Stato. Ai beni culturali ne destina 50 milioni, cioe' circa il 5,6%! Alle opere di carita' (Terzo Mondo, livello nazionale e diocesano) ne destina 175, cioe' il 19,3%, il sostentamento del clero assorbe 308 milioni (34%), mentre alle finalita' di culto (tolti i 50 milioni per i beni culturali), ne toccano 375 (circa il 41,1%). Oltre alla estrema sommarieta' di questo rendiconto, c'e' da notare che la Chiesa Cattolica non dichiara quanto spende per la capillare pubblicita' che fa allo scopo di convincere i contribuenti a sceglierla quale destinataria dell'OPM.

C) I VALDESI

Nel 2002 ai Valdesi il ministero competente ha assegnato ¤ 3.433.425,13, ma la cifra stanziata per i vari progetti e' lievemente superiore (¤ 3.550.088,49) grazie agli interessi e ad alcune sopravvenienze. Va ricordato che l'OPM gestito dai Valdesi NON serve per finanziare i pastori e le opere di culto, ma esclusivamente attivita' culturali e sociali. Circa il 27% e' stato destinato a progetti all'estero su sanita', diritti umani, assistenza e sviluppo sociale, sviluppo agricolo e attivita' produttive, bambini e giovani. Il 65% circa e' stato destinato a progetti in Italia in settori analoghi, con attenzione anche agli anziani e ai rifugiati e migranti.
Da notare che i Valdesi (ma anche i Luterani e gli Avventisti) dichiarano anche le spese per la pubblicita', che nel 2002 sono state ¤ 275.942,11, pari a uno scarso 8%.

PER CONCLUDERE

Dal 2001 l'OPM e' un appuntamento fisso della "Pulce nell'orecchio" e ho quindi paura di tediare chi legge, ma anche me stessa che scrivo, ripetendo cose gia' dette, e che oltretutto si trovano ancora nell'archivio.
Tuttavia, per chi scoprisse per la prima volta l'OPM o si fosse dimenticato il perche' e il per come di esso, senza avere tempo e voglia di leggere le cose vecchie, riassumo i due concetti principali della questione.

1. L'OPM e' creatura del Concordato del 1984 tra Repubblica italiana e Santa Sede. Fu inventato come forma di finanziamento alla Chiesa cattolica dopo che venne abolita la congrua (cioe' una sorta di stipendio) che lo Stato pagava ai parroci, in virtu' del Concordato del 1929. Nella legge che lo istituisce (L. 222/1985, art. 47) i concorrenti all'OPM sono due: lo Stato e la Chiesa cattolica, ma, in sede di discussione parlamentare, fu avanzato e approvato un emendamento che consentiva di beneficiarne anche alle Confessioni religiose che avessero stipulato con lo Stato un'Intesa ai sensi dell'art. 8 della Costituzione (fra di esse, solo i Battisti non ne hanno mai voluto usufruire).
2. A uno sguardo molto superficiale, l'OPM si presenta come un finanziamento libero e democratico perche' basato sulla scelta del contribuente. Ma non e' cosi', perche' quello stesso art.47 della L. 222/1985 prevede che lo Stato si spogli comunque dell'OPM dell'IRPEF, che viene ripartito tutto quanto secondo la percentuale delle scelte espresse. Un esempio limitato allo Stato e alla Chiesa cattolica per capire meglio: nel 1998 (e' l'anno della denuncia dei redditi piu' recente di cui ho i dati, e il cui OPM e' stato pagato nel 2001), solo il 37,65% dei contribuenti espresse una scelta valida. A favore dello Stato si espresse il 13,36% (1.288.660); a favore della Chiesa cattolica l'83,36% (8.040.707). Se pero' andiamo a vedere le percentuali rispetto al totale dei contribuenti, quella a favore dello Stato cala a poco piu' del 5% e quella a favore della Chiesa cattolica scende al 32%. Ciononostante, per il meccanismo anzidetto, lo Stato beneficio' del 13,36% e la Chiesa cattolica dell'83,36% dell'intero OPM. Come dire: chi non sceglie.. eccome se sceglie!

NOTA: Tutte le tabelle dell'OPM statale dal 1998 aggiornate con conversione in euro:
clicca qui

e le relative spiegazioni:
clicca qui
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