Overdose da oppioidi: la strategia di Trump si autoboicotta

La Casa Bianca di Donald Trump ha pubblicato una Strategia Nazionale di Controllo delle Droghe da 195 pagine che fissa obiettivi ambiziosi di sanità pubblica: rendere più semplice accedere alle cure che procurarsi sostanze illegali, prevenire le dipendenze tra i giovani, ampliare il sostegno alle persone in recupero e ridurre i decessi per overdose. Come riporta Hanna Harris Green su The Guardian, quegli stessi obiettivi sono però sistematicamente sabotati dalle azioni concrete della medesima amministrazione.
Il documento, pubblicato il 4 maggio, dedica la sua seconda parte alla riduzione della domanda di droghe attraverso la prevenzione, il trattamento delle dipendenze e il supporto al recupero. Promuove il ruolo della religione nel percorso di guarigione e invoca l'uso diffuso di farmaci salvavita che invertono le overdose, come il naloxone. L'Ufficio per la Politica Nazionale di Controllo delle Droghe della Casa Bianca ha definito il testo una "tabella di marcia" per sconfiggere il traffico di sostanze illecite.
Ma esperti e addetti ai lavori segnalano uno iato profondo tra le intenzioni dichiarate e le misure effettivamente adottate. L'amministrazione Trump ha proceduto a licenziamenti di massa tra i dipendenti federali, alla cancellazione di finanziamenti per la ricerca e per i programmi territoriali, e a tagli al Medicaid — il programma sanitario per le fasce di reddito più basse, che è il principale finanziatore nazionale dei servizi per le dipendenze e la salute mentale. La SAMHSA (Substance Abuse and Mental Health Services Administration), l'agenzia federale dedicata alla lotta alle dipendenze, ha perso circa la metà del suo personale dall'inizio del mandato, mentre i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) hanno registrato un calo di circa un quarto degli effettivi. La proposta di bilancio della Casa Bianca prevede inoltre di tagliare circa 220 milioni di dollari dal Centro SAMHSA per la Prevenzione dell'Abuso di Sostanze e quasi 40 milioni dal programma Drug-Free Communities.
Una stima indipendente calcola che i prossimi cambiamenti al Medicaid potrebbero far perdere l'accesso ai farmaci contro la dipendenza da oppioidi a 156.000 persone, con oltre 1.000 decessi aggiuntivi per overdose all'anno. L'amministrazione non ha risposto alle richieste di chiarimento su come intenda conciliare i tagli al Medicaid con l'obiettivo dichiarato di ampliare le cure.
Libby Jones, responsabile delle iniziative di prevenzione delle overdose presso il Global Health Advocacy Incubator, ha riconosciuto che molti elementi della strategia "sono cose che condividiamo e sosteniamo pienamente", ma ha denunciato le "disconnessioni tra ciò che il documento dichiara importante e ciò che verrà effettivamente finanziato". Regina LaBelle, professoressa di politica delle dipendenze alla Georgetown University ed ex direttrice ad interim dell'Ufficio per la Politica di Controllo delle Droghe durante l'amministrazione Biden, ha scritto in un intervento che "è il colmo della retorica rispetto alla realtà: celebrare uno strumento e allo stesso tempo tagliare i fondi necessari per acquisirlo".
Da quando è iniziata la nuova amministrazione, il sistema della prevenzione ha subito danni concreti: sono stati cancellati blocchi di sovvenzioni per 1,7 miliardi di dollari destinati ai dipartimenti sanitari statali e tagliati circa 350 milioni di dollari in fondi specifici per la prevenzione delle overdose e delle dipendenze. L'intero ufficio federale di statistici che sovrintendeva alla principale indagine nazionale sull'uso di droghe è stato licenziato nell'aprile 2025. Anche i finanziamenti alla ricerca del NIH sulle dipendenze hanno subito decurtazioni significative.
Il nodo politico emerge con particolare evidenza nell'approccio alla "riduzione del danno": Trump ha firmato un ordine esecutivo che vieta alla SAMHSA di finanziare programmi definiti di "harm reduction" o di "consumo sicuro", creando incertezza diffusa tra gli operatori locali che dipendono dai fondi federali per distribuire naloxone, effettuare scambi di siringhe e gestire test per il fentanyl. Yngvild Olsen, ex direttrice del Centro per il Trattamento dell'Abuso di Sostanze alla SAMHSA, ha dichiarato che l'ordine ha generato "una diffusa confusione" negli Stati.