Sabato 6 giugno 2026
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Perche' e (soprattutto) come e' possibile modificare la legislazione sugli stupefacenti

Articolo · Carlo Alberto Zaina ·
Pubblichiamo la relazione presentata dall'Avv. Carlo Alberto Zaina alla tavola rotonda sulla Legislazione, presieduta personalmente dal Sen. Carlo Giovanardi, alla quale ha partecipato tra gli altri il dr. Giuseppe Amato - Procuratore della repubblica di Pinerolo - svoltasi venerdì 13 Marzo alle ore 15 nell'ambito della conferenza sulle tossicodipendenze di Trieste, che ha visto la partecipazione di una ed interessata platea.
L'intervento dell'Avv. Zaina, nostro collaboratore, è stato particolarmente apprezzato nella parte in cui vengono proposte nuove ridefinizioni delle figure sanzionatorie della lieve entità e dell'ingente quantità.


Desidero proporre un approccio che, rispetto ad alcuni temi concernenti l’attuale testo del dpr 309/90, si caratterizzi per la totale assenza di influenze ideologiche e, per converso, si connoti per essere esclusivamente frutto della mia quasi trentennale esperienza professionale.
Partiamo da una considerazione ovvia, al limite della banalità, la legislazione in materia di stupefacenti – come d'altronde qualsiasi altra espressione normativa – può, ma soprattutto deve essere migliorata.
Tale fine deve essere tenacemente perseguito allo scopo di adeguarla - sempre più – non tanto e non solo rispetto al sentire comune, giacché in questo modo si correrebbe il rischio di governare contingentemente e puramente le emergenze e gli umori delle piazze, quanto piuttosto in relazione ai principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.
Ho, quindi, in tale ottica, ritenuto di poter individuare quelle che sono – nella quotidianità forense – quelle zone di ombra che maggiormente suscitano, negli operatori del diritto, contrasti e conflitti, sia teorici, che concreti e che comportano spesso – pur attenendo al medesimo petitum – l'emissione di pronunzie che, quindi, appaiono tra loro caratterizzate da profili di patente contraddittorietà e minano – vieppiù – il principio della certezza del diritto.
L’esperienza forense e giurisprudenziale specificamente maturata, in special modo negli ultimi trenta anni, ha, infatti, dimostrato come una precipua parte della commissione di reati nel nostro paese sia legata direttamente od indirettamente al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Si pensi, ad esempio, alla circostanza che molti gravi delitti contro il patrimonio trovano la loro genesi nella condizione di tossicodipendenza dei loro autori e che taluni di questi fatti criminosi – nell’alveo della loro commissione - degenerano in altrettanto gravi episodi penalmente rilevanti contro la persona.
Si pensi, anche, poi, a completamento del ragionamento all'ormai endemico fenomeno delle stragi del sabato sera, che vede protagonisti giovani, i quali si pongono al volante di auto e motoveicoli, non solo sotto l’effetto dell’alcool, ma, numerose volte, dopo avere assunto quantitativi importanti di droghe sintetiche.
Le conseguenze che derivano dagli incidenti stradali, cagionati in simili frangenti, sono enormi sia sotto l’indubbio profilo morale, che in relazione ai costi sociali che ne conseguono.
Tale complessiva situazione, senza dubbio, si aggrava costantemente, sia per la sempre maggiore diffusione nel tessuto sociale di condotte prettamente anomiche (si pensi alla progressiva e continua riduzione dell’età di primo approccio alle droghe da parte dei giovanissimi ed al fatto che sempre più personaggi insospettabili – colletti bianchi - rientrano nel concetto di assuntori di stupefacenti), sia per la sofisticata evoluzione degli strumenti di raffinazione di materia prime, elaborazione, composizione e sintesi di nuovi composti e reagenti di natura chimica, che vengono posti in circolazione.
Quest’ultimo aspetto appare particolarmente inquietante (non che i primi due non lo siano) perché attesta come le organizzazioni criminali abbiano compreso, molto prima dello Stato la necessità e l’opportunità di investire sul piano scientifico per giungere a sempre nuove evoluzioni di prodotti in grado di rispondere ad esigenze di un bacino di utenza sempre in costante “evoluzione”.
Per venire ai giorni odierni, la stessa sistematica della L. 49/06, come più volte ho avuto modo di sottolineare, dimostra come si sia preferito il ricorso ad un intervento emergenziale di “rattoppo” su un tessuto preesistente già male in arnese (una sorte di veste di Arlecchino) piuttosto che dare corpo ad un intervento profondo, meditato, magari anche impopolare, ma che tenti di risolvere alle radici le contraddizioni che quotidianamente emergono nell’applicazione forense della legge.
Si dovrebbe, quindi, intervenire a modifica dell'attuale testo del T.U. sugli stupefacenti, nelle seguenti direzioni. ...

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