Domenica 7 giugno 2026
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Psichedelici terapeutici in Usa. L'impegno dei repubblicani

Articolo · Redazione ·
Evgenii Vasilenko - Unsplash
Foto: Evgenii Vasilenko — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Il Partito Repubblicano americano sta vivendo una trasformazione profonda sul fronte della politica antidroga. Come riporta il New York Times, quella che un tempo era la casa politica della «guerra alla droga» si è trasformata in un inaspettato alleato della ricerca sulle sostanze psichedeliche a uso terapeutico — psilocibina, MDMA e ibogaina in testa.

Il segnale più concreto di questa svolta è arrivato ad aprile 2026, quando Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per accelerare la revisione federale di alcune droghe psichedeliche. L'ordine, secondo quanto riferito da più testate americane, è stato redatto in meno di una settimana, dopo che il podcaster Joe Rogan aveva scritto un messaggio diretto a Trump segnalando le potenzialità terapeutiche dell'ibogaina. «Sembra interessante. Vuoi l'approvazione FDA? Facciamolo», sarebbe stata la risposta del presidente.

L'ordine esecutivo chiede alla FDA, al Dipartimento di Giustizia e alla DEA di eliminare gli ostacoli burocratici che finora hanno rallentato la ricerca su queste sostanze. La FDA ha già riconosciuto MDMA e psilocibina come terapie «breakthrough» — ovvero con potenziale di miglioramento sostanziale rispetto alle cure esistenti — e l'ordine prevede l'emissione di «voucher prioritari nazionali» per accelerarne ulteriormente la valutazione regolatoria.

Ad oggi, sostanze come psilocibina, MDMA, LSD e ibogaina restano classificate come Schedule I ai sensi del Controlled Substances Act statunitense: la categoria più restrittiva, riservata a droghe considerate ad alto rischio e prive di uso medico riconosciuto. Una classificazione che risale alla «guerra alla droga» avviata da Nixon negli anni Settanta.

A spingere la destra americana verso questa apertura sono stati in modo determinante i veterani di guerra. Il tasso di suicidi tra i reduci americani è circa il doppio rispetto al resto della popolazione — nel 2022 si sono contati 6.407 decessi per suicidio nella sola comunità dei veterani, secondo dati del Dipartimento per gli Affari dei Veterani. Molti di loro hanno raccontato di aver tratto beneficio dall'ibogaina, recandosi in cliniche in Messico dove la sostanza viene somministrata. Queste testimonianze hanno convinto parlamentari repubblicani come Dan Crenshaw, Morgan Luttrell e Jack Bergman a presentare proposte di legge per finanziare la ricerca militare sugli psichedelici per il trattamento di PTSD, traumi cranici e dipendenze.

Il Texas, guidato da esponenti repubblicani, ha stanziato 50 milioni di dollari per la ricerca sull'ibogaina. L'ex governatore Rick Perry ha co-fondato il gruppo «Americans for Ibogaine» e ha partecipato al popolare podcast di Rogan per sostenere la riduzione dei limiti federali sulla sostanza.

Anche figure come il dottor Mehmet Oz — oggi a capo dei programmi Medicare e Medicaid — si sono espresse a favore: «MDMA, psilocibina, i funghi allucinogeni... sono stati usati come droghe da strada, ma potrebbero avere benefici terapeutici se usati in modo appropriato da professionisti qualificati». Robert F. Kennedy Jr., prima di lasciare il governo, aveva già indicato la semplificazione della ricerca sugli psichedelici come una delle sue priorità.

Non mancano le voci critiche all'interno dello stesso partito. La deputata Lauren Boebert del Colorado ha messo in guardia contro una deriva, citando l'esperienza della legalizzazione della cannabis nel suo stato come monito.

Sul piano scientifico, gli esperti invitano alla cautela. Uno studio pubblicato su Nature Mental Health ha suggerito che l'ibogaina, combinata con magnesio per ridurre i rischi cardiaci, «riduce in modo sicuro ed efficace PTSD, ansia e depressione nei veterani» con traumi cerebrali — ma si trattava di soli 30 soggetti, senza gruppo di controllo. La FDA ha già respinto in passato una domanda di approvazione dell'MDMA come trattamento per il PTSD, chiedendo ulteriori studi. Per alcuni esperti, il decreto di Trump ha soprattutto valore simbolico: «Il fatto che gli psichedelici vengano menzionati nello Studio Ovale, con tale attenzione da parte di un presidente, è abbastanza senza precedenti», ha dichiarato Mason Marks, senior fellow del Progetto su Legge e Regolazione degli Psichedelici alla Harvard Law School.

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