Sabato 6 giugno 2026
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Quattro italiani danno fuoco a un immigrato? Colpa dello 'sballo'

Articolo · Redazione ·
Quando quattro rumeni violentano un'italiana, l'indice dei politici del centrodestra e' puntato all'unanimita' contro l'immigrazione nel suo complesso. E allora si propongono misure di sicurezza, tra cui accordi con dittatori (Gheddafi), obbligo per i medici di segnalare i clandestini che si recano all'ospedale. Ma quando quattro italiani danno fuoco ad un immigrato, quell'indice mai punta all'unanimita' verso gli italiani ed il loro razzismo (giustamente, visto che il razzismo e la violenza non riguarda certo decine di milioni di cittadini italiani). E allora comincia la ricerca di una causa che esula dalla cittadinanza. Nel caso dell'indiano bruciato a Nettuno, l'indice sembra cominciare a puntare sullo 'sballo'. Buona lettura...

Quanto accaduto ieri a Nettuno, dove un indiano che dormiva su una panchina è stato dato alle fiamme da un gruppo di ragazzi, un fatto "di una violenza inaudita e gratuita, provocata dall'abuso di alcol e droga, che sembra escludere la matrice razzista". E' quanto dichiara, in un'intervista al 'Giornale' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni.   

Un secco no alla "cultura dello sballo" arriva dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. A margine della consegna della Lupa capitolina al premio Nobel per la Medicina, Luc Montagnier, il sindaco ha affrontato la questione sicurezza, sottolineando che proprio la cultura dello sballo "porta a fare cose allucinanti e agghiaccianti. Non si puo' considerare l'assunzione di droghe e alcol come una attenuante" nel giudicare i reati. Riferendosi all'aggressione nei confronti del cittadino indiano, picchiato e dato alle fiamme a Nettuno, Alemanno ha detto che proprio la cultura dello sballo e l'abuso di alcol e droga sono anticamere della violenza, e dunque non si possono considerare attenuanti.    

"Mi auguro che la dolorosa vicenda dell'indiano colpito e poi bruciato da tre individui di straordinaria capacita' criminale fornisca elementi di riflessione a chi ancora si attarda a difendere l'uso delle droghe, leggere o pesanti che siano". E' quanto dichiara, in una nota, il capogruppo di An alla regione Lazio, Antonio Cicchetti.  "Mi auguro altresi' che ci sia un sussulto di responsabilita' civile - aggiunge - in quanti da sempre trovano un motivo per accorrere in soccorso dei tanti, troppi Caino che come i tre bruti di Nettuno infliggono ferite mortali al vivere civile".  "E' ora - conclude - che la nostra societa', per troppo tempo piegata a favore di quanti mortificano quotidianamente i valori umani torni ad essere concretamente solidale nei confronti dei tanti Abele che pagano inconsapevolmente un prezzo assurdo e confini in un carcere duro, senza pietismi, tanto ingiusti quanto inconcludenti, i Caino di turno".    

'Che la canapa trasformasse dei 'bravi' ragazzi in razzisti e aguzzini e' l'ultima barzelletta di chi e' accecato dall'ideologia ma soprattutto vuole trovare un comodo alibi per coprire le proprie responsabilita'': cosi' il segretario di Forum Droghe, Franco Corleone, commenta la vicenda del cittadino indiano dato alle fiamme sabato notte nella stazione ferroviaria di Nettuno, i cui aguzzini, secondo alcuni giornali, avevano assunto alcol e hashish. 'Ai tre delinquenti - aggiunge l'ex sottosegretario alla giustizia - va detto di non fare i furbi: nessuna sostanza li fara' giudicare incapaci di intendere e volere e andare assolti. O e' questo che vuole il sindaco Alemanno?'.   
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