Rapporto Sky-Rai sul satellite: divorzio annunciato?
Prima, il 22 aprile, la missiva dell'ad Sky Tom Mockridge per chiedere alla Rai il rinnovo del contratto relativo al bouquet RaiSat (RaiExtra, RaiPremium, RaiCinema, RaiSmash, RaiYoyo) in scadenza il 31 luglio. Un rinnovo a 350 milioni (per sette anni) da confermare entro il 21 maggio e condito dalla permanenza su Sky di tutta l'offerta free presente (RaiUno, RaiDue, RaiTre, Rai4, RaiGulp, RaiStoria, RaiSportPiu' e RaiNews24) e futura (per esempio l'annunciata Rai5). Poi, il 14 maggio, il mandato del cda al direttore generale, Mauro Masi, "a trattare". Poi ancora un incontro tra i boss in Viale Mazzini il 27 maggio. E infine la risposta scritta di Masi a Mockridge del 15 giugno scorso, per bollare come "non accettabile" l'offerta, chiederne (anche se il prezzo dovrebbe farlo chi vende) una nuova "riformulata anche in termini economici", e "rimodulata" su una quota fissa e una variabile che Masi vorrebbe sull'incremento degli abbonati e non sulla media degli stessi. Una missiva in cui il dg auspica anche un "maggiore coinvolgimento nelle politiche di marketing", e uno "specifico posizionamento" nella numerazione dei canali". Una nuova offerta, dunque, ma solo per RaiSat. Si', perche' sul resto della torta Masi vuole tenersi le mani libere. D'altronde - premette il dg nella missiva riferendosi all'articolo 26 - dal contratto di servizio "non deriva alcun obbligo della nostra societa' di cedere a terzi la propria programmazione di servizio pubblico, tanto meno senza adeguato corrispettivo".
Sono trascorsi dieci giorni dalla lettera di Masi a Mockridge, e con la scadenza del contratto che si avvicina stranamente lo scambio epistolare si e' interrotto e tutto tace. Il cda Rai e' in altre faccende affaccendato e non e' chiaro se in casa Murdoch si stiano preparando al piccolo rilancio per la sola RaiSat; al grosso rilancio - servono almeno 150 milioni l'anno - per tutta la "bancarella"; o se invece abbiano deciso semplicemente di declinare l'invito e cambiare fornitore di contenuti. La certezza e' che da questo silenzio traspaiano posizioni lontane, velate da una disponibilita', almeno di facciata, a trattare. Intanto la Rai (con la pubblicita' in frenata) cerca nuovi business e riflette su una possibile offerta pay proprio del bouquet RaiSat, magari sul digitale terrestreà Sky con gli abbonati fermi a quota 4,8 milioni fa un pensierino, dal 2011, al digitale terrestre e riflette su SkyUno, SkyDue e SkyTre. Mediaset se ne sta alla finestra e prepara i palinsesti autunnali. E in casa Tivu' Sat gli inquilini di Mazzini e Cologno si preparano comunque a fare un po' di concorrenza allo "Squalo".
(Gianluca Vacchio - Il Velino)
Sono trascorsi dieci giorni dalla lettera di Masi a Mockridge, e con la scadenza del contratto che si avvicina stranamente lo scambio epistolare si e' interrotto e tutto tace. Il cda Rai e' in altre faccende affaccendato e non e' chiaro se in casa Murdoch si stiano preparando al piccolo rilancio per la sola RaiSat; al grosso rilancio - servono almeno 150 milioni l'anno - per tutta la "bancarella"; o se invece abbiano deciso semplicemente di declinare l'invito e cambiare fornitore di contenuti. La certezza e' che da questo silenzio traspaiano posizioni lontane, velate da una disponibilita', almeno di facciata, a trattare. Intanto la Rai (con la pubblicita' in frenata) cerca nuovi business e riflette su una possibile offerta pay proprio del bouquet RaiSat, magari sul digitale terrestreà Sky con gli abbonati fermi a quota 4,8 milioni fa un pensierino, dal 2011, al digitale terrestre e riflette su SkyUno, SkyDue e SkyTre. Mediaset se ne sta alla finestra e prepara i palinsesti autunnali. E in casa Tivu' Sat gli inquilini di Mazzini e Cologno si preparano comunque a fare un po' di concorrenza allo "Squalo".
(Gianluca Vacchio - Il Velino)
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