Domenica 16 agosto 2026
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La riparazione dell’autovettura è sempre possibile in caso di sinistro stradale

Articolo · Sara Astorino ·

In caso di sinistro stradale possono verificarsi due diversi tipi di danni, uno alla persona ed uno all’autovettura.

 

Nel primo caso, effettuate le dovute visite, il danno viene sempre riconosciuto e si discute, la maggior parte delle volte, della quantificazione dello stesso.

Nel caso delle autovetture, e più in generale dei mezzi, l’argomento è più controverso poiché se il mezzo risulta gravemente danneggiato allora la riparazione non viene eseguita poiché antieconomica.

Questa, sino alla sentenza del Tribunale di Catanzaro n. 1459/2026, era la regola generale.

Precisato che questa sola sentenza non è in grado di modificare la prassi sinora seguita, risulta interessante capire l’iter logico giuridico seguito dal Tribunale di Catanzaro poiché potrebbe trattarsi di un nuovo orientamento che, con tempi lunghi, la giurisprudenza potrebbe accogliere e ritenere prevalente.

 

Il Caso.

Un'autovettura finiva contro un manufatto in cemento armato. Manufatto che si trovava ai margini di una strada comunale ma che risultava privo di segnalazioni e completamente coperto dalla fitta vegetazione cresciuta ai margini della strada.

La riparazione dell’autovettura superava il costo di 10.000 € e così il conducente citava in giudizio il Comune per farsi riconoscere il diritto al risarcimento del danno quale custode della strada.

Il Tribunale accoglieva la richiesta del conducente, specificando che la regola generale stabilita dall’art. 2058 cc prevede che il danneggiato abbia diritto al ripristino delle condizioni preesistenti al sinistro e solo in via residuale si deve ricorrere al risarcimento per equivalente.

Tale regola non solo è chiaramente stabilita dal codice civile ma è anche accolta, in maniera costante, dalla Corte di Cassazione che ha, più volte, chiarito che il solo fatto che la riparazione costi più delle quotazioni dell’usato non è condizione sufficiente per ricorrere al risarcimento per equivalente.

Per giungere ad una tale decisione deve necessariamente essere accertato se il pagamento della riparazione produca o meno un arricchimento indebito per il proprietario.

Come si fa ad effettuare una tale valutazione?

Verificando tre elementi che sono l’età del veicolo, lo stato di conservazione del mezzo ed infine le ragioni soggettive del danneggiato ovvero le esigenze personali che nessuna convenienza economica del responsabile può cancellare .

Nel caso specifico il Tribunale di Catanzaro aveva modo di accertare che il pozzetto era effettivamente nascosto e che la vettura era stata immatricolata solo sedici mesi prima del sinistro.

Non solo, il conducente procedeva a velocità moderata quando urtava il pozzetto che non era segnalato e neppure visibile a causa della fitta vegetazione sebbene  posizionato a ridosso della carreggiata.

 

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