Autovelox omologati e i ricorsi contro i Comuni che fanno cassa
Entrano in vigore da oggi 12 luglio le nuove regole per l’omologazione degli autovelox.
Norme che valgono per le infrazioni rilevate da oggi e solo per gli apparecchi che rispondono ai nuovi requisiti:
- oscuramento dei volti nelle immagini scattate frontalmente;
- specifici parametri di affidabilità: margine di errore d 3 Km/h fino a 100 all’ora (oltre è il 3%); capacità di rilevare e classificare almeno il 90% dei veicoli che transitano; 95% di giusta rilevazione della velocità (da cui la tolleranza di 5 Km/h), di acquisizione delle immagini e riconoscimento delle targhe.
Secondo il ministero dei Trasporti, gli autovelox in funzione che hanno già queste caratteristiche sono circa 3.150, mentre per altri 850 i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo.
Un po’ di chiarezza nella giungla delle multe con autovelox che, grazie anche a sentenze di Cassazione, sono quasi sempre state annullate quando il multato ha presentato ricorso.
Una chiarezza che, per verificare se ci sono gli estremi per un ricorso, dovrà essere rilevata sui verbali, insieme al rispetto delle altre norme:
- installazione
- segnaletica e distanze minime
- censimento nazionale degli autovelox
Il superamento dei limiti di velocità è tra i maggiori problemi di sicurezza nella circolazione stradale.
Questo vuol dire che è giusto che gli autovelox ci siano, così come è altrettanto giusto che le apparecchiature rispettino le leggi e non siano solo pretesto, violando le norme, per fare cassa. I Comuni di Firenze, Bologna e Milano sono i maggiori riscossori di queste multe.
E quasi sempre, giudici di pace e prefetti, riconoscono le ragioni dei ricorrenti.
Situazione che deve fare i conti anche con condizioni di strade che, grazie anche a scarsi investimenti locali e nazionali, non sono sicure. Rispetto alle quali le amministrazioni si lavano la coscienza con autovelox, violando il principio base della sicurezza: prevenire è meglio che combattere… multe che, visto il continuo alto numero di infrazioni, sembrano finanziare male questa prevenzione.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc