Domenica 12 luglio 2026
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Irlanda: trattare le droghe come reato ci fa perdere i giovani

Articolo · Redazione ·

Continuare a trattare il consumo di droga come una questione penale anziché sanitaria sta producendo danni profondi, in particolare sulle generazioni più giovani. È questo il nucleo del dibattito che si è riacceso in Irlanda dopo la pubblicazione, il 24 giugno scorso, del rapporto del Comitato parlamentare congiunto sull'uso delle droghe. Come riporta The Irish Sun, il comitato — composto da parlamentari di diversi partiti — ha raccomandato l'eliminazione completa delle sanzioni penali per chi detiene sostanze stupefacenti ad uso personale.

 

Il documento, che contiene 161 raccomandazioni, fa seguito alla Citizens' Assembly on Drugs Use del 2024, la più ampia consultazione pubblica sull'uso di droghe mai condotta in Irlanda, che già aveva indicato come il possesso per uso personale debba essere affrontato come problema di salute e non di ordine pubblico. Il presidente del comitato, il deputato Gary Gannon, ha sottolineato che criminalizzare le persone per il proprio consumo di droghe non ha ridotto i danni e che un approccio diverso non è solo possibile, ma ormai necessario e atteso da tempo.

 

Tra le misure proposte c'è la rimozione della Sezione 3 del Misuse of Drugs Act del 1977, la norma che punisce penalmente il semplice possesso. Il comitato propone inoltre modifiche legislative per attenuare gli effetti a lungo termine dei precedenti penali, favorendo così il reinserimento lavorativo e sociale delle persone con storie di dipendenza. La polizia (Garda Síochána) dovrebbe riorientare le proprie priorità dalle infrazioni di possesso verso le reti criminali di spaccio e i fenomeni di intimidazione legati al traffico di stupefacenti.

 

Il rapporto evidenzia che puntare principalmente sulla repressione penale non ha funzionato: non ha ridotto i danni, non ha intercettato le persone in difficoltà in tempo utile e in molti casi ha aggravato lo stigma e l'esclusione sociale. La vicepresidente del comitato, Mary Fitzpatrick, ha osservato che il fenomeno delle dipendenze è profondamente cambiato negli ultimi vent'anni: un tempo concentrato nelle comunità più povere e legato soprattutto all'eroina, oggi riguarda cocaina, cannabis, farmaci e nuove sostanze, trasversalmente a tutti i ceti sociali.

 

La Irish Coalition for Drug Reform ha accolto con favore il rapporto, in particolare la proposta di eliminare la Sezione 3, ribadendo che l'Irlanda deve smettere di trattare le persone come criminali per il semplice fatto di detenere sostanze per uso personale, e concentrarsi invece su assistenza sanitaria e supporto. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, con la sua responsabile per droghe e dipendenze Anja Busse — presente a Dublino nelle stesse settimane — ha dichiarato che le persone non dovrebbero essere criminalizzate per il possesso personale né per quella che è, a tutti gli effetti, una malattia come la dipendenza.

 

Il comitato stima che la depenalizzazione del possesso personale non determinerà un aumento generale del consumo, pur riconoscendo che in alcune giurisdizioni che hanno già compiuto questo passo si è registrato un incremento del consumo in luoghi pubblici. Per questo, si raccomanda agli enti locali di adottare misure — analoghe a quelle già in vigore per il consumo di alcol in luoghi pubblici — per disincentivare l'uso di sostanze alla luce del sole.

 

Il governo irlandese dovrà ora rispondere formalmente alle raccomandazioni del comitato parlamentare e avviare un dibattito. Al momento, i segnali dell'esecutivo sono di cautela: il Taoiseach ritiene di fatto già orientata verso la salute la propria politica sulle droghe, ma i ministri non sembrano convinti che l'opinione pubblica sia pronta alla depenalizzazione.

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