Martedì 7 luglio 2026
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Guerra alla droga: chi ha vinto davvero? Il proibizionismo sotto accusa

Articolo · Redazione ·

La "guerra alla droga", combattuta per decenni con politiche proibizioniste e miliardi di dollari spesi in repressione, ha prodotto risultati molto diversi da quelli dichiarati. È quanto emerge da un'analisi pubblicata da Novara Media, in cui la giornalista Ash Sarkar dialoga con il professor Kojo Koram a partire dal suo ultimo libro The Next Fix: The Winners and Losers in the Future of Drugs.

 

Il quadro che emerge è quello di una trasformazione profonda e contraddittoria delle politiche globali sulle droghe. Da un lato, la legalizzazione e la commercializzazione di alcune sostanze è in netto aumento: il Canada, che ha legalizzato la cannabis nel 2018, ha aggiunto circa 76 miliardi di dollari alla propria economia. Negli Stati Uniti esiste già il primo miliardario legalmente arricchitosi con la vendita di marijuana. Dall'altro lato, migliaia di persone continuano a scontare pesanti condanne detentive per semplice possesso delle stesse sostanze.

 

Il libro di Koram percorre questa contraddizione attraverso casi emblematici: dalla prigione dell'Angola in Louisiana — un ex piantagione trasformata in carcere — al boom degli psichedelici nella Silicon Valley. La domanda centrale è chi abbia davvero beneficiato di decenni di proibizionismo e chi, invece, ne abbia pagato il prezzo più alto: in primo luogo le comunità povere e quelle appartenenti a minoranze etniche, colpite in modo sproporzionato dalle politiche repressive.

 

L'analisi solleva anche interrogativi su come riparare i danni sociali provocati dalla guerra alla droga e su quale forma dovrebbe assumere una politica progressista, orientata alla riduzione del danno e all'emancipazione delle persone, adeguata al XXI secolo. Nel frattempo, anche nel Regno Unito il dibattito è aperto: il Partito Verde di Zack Polanski ha subito le critiche dei media mainstream dopo aver proposto una revisione dell'approccio proibizionista britannico.

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