Siamo quasi alla vigilia della legge italiana?
A leggere le dichiarazioni del presidente della Camera, Pierferdinando Casini, ci sarebbe tanta buona volonta' da parte sua, ma noi dubitiamo che ci sia altrettanta buona volonta' in circolazione. E forse e' meglio che sia cosi'. Perche' la legge italiana che sarebbe approvata (i numeri in Parlamento ci sono) e' quella schifezza che conosciamo, e allora, tanto vale una bella "vacatio legis". Ma ci saranno sempre le circolari del ministro della Salute che comunque impediranno di spendere un centesimo . fino a quando?Qualcuno potrebbe obiettare meglio una cattiva legge che una non-legge. In teoria, il concetto e' giusto, perche' una cattiva-legge e' qualcosa di preciso, delimitato e chiaro e che, proprio, per questo si puo' meglio combattere.
Ma abbiamo piu' che un ragionevole dubbio, per il semplice fatto che manca quello che costantemente stiamo denunciando da queste colonne: il dibattito e il confronto, soprattutto non-ideologico. E se manca il confronto in un contesto di approvazione di un nuovo sistema legislativo, cosa succedera' quando questo sistema ci sara' e "sara' quel che sara'"? Crediamo che, come oggi si cerca di non confrontarsi, domani avremo solo un muro, quello dell'arroganza del potere, che si fa forte di quanto consolidato e che su questo costruira' tutto il costruibile per impedirne qualunque messa in discussione: il perfetto contrario di quanto si presume debba accadere in un regime democratico non-imperfetto.
E' quindi meglio che gli scienziati e i ricercatori italiani che intravedono nel filone embrionale le grandi potenzialita' della ricerca sulle cellule staminali, non si mortifichino in questo contesto. Chi vuole ha da lavorare e ricercare con le staminali adulte, pur con i limiti dei budget del settore e degli investimenti dello Stato. Ma chi ha altro per la testa, e' bene che non si sprechi qui e vada li' dove la sua curiosita' e la sua conoscenza possa essere messa a ben lievitare e produrre. I risultati non potranno che ricadere su tutta l'umanita', anche quando il nostro Paese si accodera' a cio' che, negato oggi, domani non potra' essere.
Riportiamo le parole di Luciano Conti, ricercatore del Centro di eccellenza per le malattie degenerative del cervello dell'Universita' di Milano, da due anni all'istituto di Edimburgo, King's Buildings, da una notizia presente in questa edizione:
"Le cellule staminali in Italia sono un argomento spinoso. Qui, invece, si lavora rilassati perche' c'e' una legislazione, esistono regole. Consapevoli che le norme possono essere modificate in qualsiasi momento se cambiano gli orientamenti prevalenti nella societa'. Questa assenza di pregiudiziali ideologiche mi ha colpito profondamente: e' una situazione che permette di esprimere il meglio. Fermo restando che qui la ricerca e' rispettata, viene considerata un lavoro; da noi purtroppo e' poco piu' di un hobby".
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