L'Unesco e la bioetica condivisa
L'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura, ha iniziato a lavorare in commissione su un progetto di "Dichiarazione di norme universali sulla Bioetica" per enunciare una lista di principi generali che possano essere condivisi da tutti i 191 Paesi che la compongono. L'approvazione spettera' al plenum, ma tutto fa prevedere un largo consenso .I punti piu' conflittuali, come la clonazione o l'eutanasia, saranno infatti tenuti fuori dal testo e il direttore generale dell'Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura, ne ha giustificato l'assenza in maniera che la dichiarazione possa cosi' godere del sostegno dei Paesi membri. Sara' un richiamo ad agire in maniera che le scelte politiche in tema di medicina e di ricerca rispettino la dignita' e i diritti fondamentali dell'essere umano. La premessa da cui parte e' che la scienza e la tecnologia colpiscono sempre di piu' la vita e l'etica e cio' richiede una presa di posizione.
La dichiarazione deve essere compatibile con le legislazioni nazionali, e questo limita la sua portata, data la molteplicita' dei punti di vista che esistono nella comunita' internazionale sulla bioetica. Riconosce che grazie alla liberta' di scienza e di ricerca possono esserci grandi benefici per la specie umana, un miglioramento della qualita' e della speranza di vita, segnala altresi' che la salute non dipende solo dalla medicina, ma anche da fattori sociali e culturali. Sollecita in questo senso la comunita' scientifica ad elaborare una riflessione etica sulla propria attivita' e a prestare maggiore attenzione alla situazione della donna. Tra principi enunciati il consenso libero e informato del paziente per qualsiasi intervento diagnostico o terapeutico e la revoca dello stesso; la privacy in merito alle informazioni che riguardano il paziente.
Nella dichiarazione si fa riferimento al fatto che i benefici risultati dalla ricerca scientifica e le relative applicazioni devono essere condivise da tutta la societa', le politiche devono tenere conto delle conseguenze sulle generazioni future, devono lottare contro il bioterrorismo e contro il traffico illegale di organi, tessuti e materiali genetici.
Ulteriori informazioni sul sito Internet dell'Unesco:
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti