Venerdì 12 giugno 2026
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USA: Trump tra liberalizzazioni su cannabis e guerra alla droga selettiva

Articolo · Redazione ·

La politica antidroga dell'amministrazione Trump presenta una contraddizione di fondo difficile da ignorare. Come riporta MS NOW, da un lato il governo federale ha allentato alcune restrizioni sulla cannabis e sugli psichedelici, dall'altro ha intensificato le politiche repressive su altri fronti, colpendo determinate sostanze e soprattutto determinate comunità.

 

La selettività degli interventi è il punto centrale della critica: non si tratterebbe di una visione coerente ispirata a principi di salute pubblica, ma di scelte dettate da convenienze politiche. Allentare i vincoli su sostanze diventate economicamente rilevanti — come la cannabis in molti Stati — mentre si mantiene o si inasprisce la pressione repressiva altrove, tradisce una logica di opportunismo più che di riforma genuina.

 

Il dibattito americano è utile anche per i lettori italiani. In Europa, e in Italia in particolare, la discussione sulla legalizzazione della cannabis e sulla regolamentazione di altre sostanze è tutt'altro che chiusa. Il modello americano — frammentato, contraddittorio, influenzato da interessi economici e calcoli elettorali — offre un esempio di come una riforma parziale e disorganica rischi di essere peggio di una politica coerente, in qualsiasi direzione essa vada.

 

Quel che manca, tanto negli Stati Uniti quanto in Italia, è un approccio fondato su evidenze scientifiche e tutela della salute pubblica, che superi la logica della repressione selettiva e affronti il tema delle droghe come questione sanitaria e sociale, non come strumento di controllo politico.

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