Acquisto Enel del 100% di Wind: si conferma un'operazione di regime monopolista
ANCORA SULL'OPERAZIONE ENEL PER IL CONTROLLO DEL 100% DI WIND
SMENTITE LE VOCI DI UNA MAGGIORE AGILITA' PER LA VENDITA, E QUINDI PER UNA VARIETA' NON MONOPOLISTA DEL MERCATO, SI CONFERMA COME UN'OPERAZIONE DI REGIME MONOPOLISTA CONTRO GLI INTERESSI DI CONSUMATORI E MERCATO
Firenze, 24 Marzo 2003. Dopo l'acquisto, da parte di Enel, della quota France Telecom di Wind, e quindi il controllo del 100% dell'azienda di telecomunicazioni da parte di Stato e Governo, si sono registrate una serie di voci che alludevano ad una strategia del monopolista elettrico a favore del mercato: cioe' disporre pienamente della proprieta' in modo da poter vendere piu' agilmente, senza -presupponiamo- gli orpelli gotici di un'azienda come France Telecom, che di monopoli soffocanti se ne intende.
Voci affiancate da dichiarazioni del ministro delle Attivita' Produttive, Antonio Marzano: "un'operazione positiva che fa chiarezza sul quadro di controllo della societa' di tlc" (cioe': finalmente e' tutta nostra, dello Stato e del Governo?). Dichiarazioni confortate dal ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri: la vendita "va interpretata come la premessa necessaria e positiva di un diverso assetto di mercato del gruppo Wind-Infostrada", la cui progressiva privatizzazione rappresenta una "scelta strategica del Governo". "La fase di avvio di un percorso nuovo". ".. i passaggi futuri .. auspichiamo sempre piu' aperti alle regole di concorrenza, privatizzazione e liberalizzazione del settore delle tlc". ".. non deve essere inteso come un processo di estensione del controllo pubblico dell'azienda telefonica".
Dichiarazioni che in pratica confermano le voci della strategia liberalizzatrice, "buttando fuori lo straniero" che avrebbe impedito questo percorso.
Ma i due ministri non hanno tenuto conto di Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell'Enel, che, senza mezzi termini ha smentito rapporti con Roberto Colaninno per la vendita, aggiungendo, sempre rispetto all'ipotesi di un interesse di "Hutchinson Wampoa" e "Telefonica": ". non c'e' nessuna fretta, siamo rilassati".
Che e' praticamente una smentita di cio' che avevano paventato i due ministri (specialmente Gasparri), dando credito all'alta strategia privatizzante e liberalizzatrice.
Perche' il "siamo rilassati" e il "non c'e' nessuna fretta", tradotti nei tempi del capitalismo italiano di Stato e di Governo (che nello specifico non e' escluso mantengano il controllo anche dopo la vendita "rilassata" a chicchesia: c'e' sempre la golden share) significa: facciamo che il mercato si modelli su un assetto di duopolio Telecomitalia/Wind nella telefonia fissa (entrambe aziende controllate dal potere pubblico), ammazzando i concorrenti o riducendo le loro velleita' di mercato a cavalier servente di chi comanda (com'e' oggi per Telecomitalia rispetto a tutto cio' che passa attraverso la telefonia fissa e il controllo dell'ultimo miglio). Dopo, si vedra'.
Nel frattempo: mercato, concorrenza, qualita', competizione, liberta' non potranno che modellarsi su questo assetto e, senza cambiare nome, continueranno a chiamarsi cosi' pur significando il perfetto contrario (con buona pace del vocabolario della lingua italiana e dei dettami base dell'economia politica).
Chi paga e paghera'? Il consumatore/suddito. Nonche' la credibilita' delle istituzioni politiche ed economiche, che non sono neanche in grado di manovrare il movimento delle azioni finanziarie di cio' che posseggono. O forse -che visto l'andazzo e' piu' credibile- fanno credere cio' che dicono solo per abituare all'uso di certa terminologia, anche se la stessa, nei fatti, significhera' il suo perfetto contrario. Quindi: istituzioni incapaci e credulone oppure fini tessitori del potere economico di Stato e Governo. Una situazione a fronte della quale, per il consumatore non cambia nulla: dovra' sempre pagare, e zitto!
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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