Giovedì 4 giugno 2026
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ANTITRUST: ORA ANCHE I BUONI PASTO

Comunicato ·


A QUANDO LA CARTA IGIENICA E LE CARCERI?

Firenze, 2 Luglio 2002. L’Antitrust ha multato otto societa’ di "buoni pasto" che avrebbero costituito un cartello per uniformare (verso l’alto) le offerte di una gara della pubblica amministrazione (Consip) per la fornitura di 90 milioni di buoni per un totale di 4.18,33 milioni di euro. Si tratta di un cartello che vede in prima fila i famosi "Ticket restaurant" del gruppo italo-francese Gemeaz Cusin e altre sette aziende, che ovviamente hanno preannunciato opposizione. La multa e’ di 34 milioni di euro, ed e’ il risultato di una istruttoria promossa da altre due aziende che erano rimaste fuori del cartello e della gara.
Non c’e’ da stupirsi, ovviamente, ma cio’ che colpisce e’ come il sistema dei cartelli e delle finte gare, conseguenza delle altrettanto finte liberalizzazioni in corso, siano cosi’ connaturate al sistema economico e amministrativo del nostro Paese, che entrano ovunque. Anche in cio’ che apparentemente puo’ sembrare marginale. Per cui la "battuta" di domandarsi quando sara’ la volta della carta igienica, e’ tutt’altro che una battuta, ma la presa d’atto di una realtà su cui si fonda il nostro sistema economico: fatta la legge, trovato l’inganno. Cioe’: ognuno concorra’ liberamente agli appalti in modo che qualita’ e prezzi siano competitivi e ne abbiano benefici la pubblica amministrazione e i suoi amministrati, ma ecco i cartelli … fintanto che durano e che l’Antitrust, per una probabile invidia di esclusione (come potrebbe essere anche nel nostro caso) non sia chiamata in causa.
E’ quello che succede un po’ in tutta l’economia italiana: dalle assicurazioni ai carburanti, dalle telecomunicazioni ai buoni pasto … e perche’ non dovrebbe essere altrettanto per la carta igienica di un ministero o di un Comune. C’e’ qualcuno in grado di sostenere che ci sia un settore esente da questo andazzo? E poi, quand’anche una azienda fosse condannata al pagamento di una multa, cosa succede? Niente. E’ cambiato qualcosa nel mercato dei carburanti dopo la storica multa al cartello dei petrolieri (in cui c’era anche l’azienda di Stato AgipIp)? E cambiato qualcosa nel mercato delle assicurazioni dopo l’altrettanto storica multa? E in quello delle telecomunicazioni, ha forse subito una flessione l’attivita’ di abuso di posizione dominante della Telecom nei confronti degli altri gestori? Tra multe in sospeso per ricorsi eterni e riduzioni di importi nel disperato tentativo di farsi pagare, crediamo che ognuno abbia perso il conto e il filo. Perche’ la politica e’ proprio questa: far perdere il conto!
E allora, siccome siamo ancora rimasti al famoso detto che la solidita’ di una azienda o di uno Stato si percepisce dalle condizioni dei suoi gabinetti e delle sue carceri, e’ proprio li’ che invitiamo l’Antitrust a promuovere indagini: dagli appalti della carta igienica a quelli dei vari servizi carcerari. Dalla limpidezza 1) dei meccanismi di cio’ che ha a che fare con i rifiuti e 2) dei meccanismi di recupero di quelli che alcuni vorrebbero fossero solo rifiuti (i detenuti nelle carceri), si potra’ evincere ancora meglio come e con chi abbiamo a che fare.
Ma il problema, al di la’ degli spuntati poteri dell’Antitrust, e della denuncia degli stessi, rimane. Cosa vorra’ fare il Governo e il Parlamento perche’ cio’ non continui? E, soprattutto, cosa ne vorra’ fare l’Antitrust degli Antitrust, cioe’ l’ufficio della Commissione europea guidata da Mario Monti?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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