Venerdì 5 giugno 2026
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APPLICAZIONE E RISPETTO DEL CODICE DELLA STRADA

Comunicato ·
VERSO L’IMBARBARIMENTO DELLA CIVILTA’ DEL DIRITTO?

Firenze, 21 ottobre 2002. Ci sono tre recenti fatti (due accaduti e uno potenziale), nell’ambito dell’applicazione e del rispetto del codice della strada che, a nostro avviso, stanno portando verso l’imbarbarimento della civilta’ del Diritto. Cioe’ una situazione in cui, venendo a mancare le certezze codificate, l’utente e’ in totale balia dell’amministrazione. Vediamo quali sono.
Il primo e’ una circolare del ministero degli interni, dello scorso 3 ottobre (prot.N.300/A1/54584/101/3/3/9) con cui vengono fornite le direttive a prefetture e polizie municipali su come informare gli automobilisti per gli accertamenti sulle velocita’ con l’ausilio dell’autovelox: i cartelli stradali tradizionali possono essere sostituiti anche da volantini e comunicati diffusi da radio, media e un agghiacciante "etc", con cui l’arbitrio dell’accertatore diventa l’elemento indispensabile per l’applicazione di questa direttiva.
Il secondo e’ una sentenza della Corte di Cassazione (Sezione III, 13 febbraio 2002 n.2074). All’Alta Corte si erano rivolti due automobilisti incidentati: ad un incrocio tra due strade mancava il cartello di precedenza, abbattuto da ignoti; il Comune, a cui spettava la manutenzione di quella strada, non lo aveva ripristinato e gli automobilisti chiedevano i danni per quella collisione. La Cassazione ha negato la responsabilita’ del Comune perche’ la circolazione stradale puo’ avvenire anche in mancanza di apposita cartellonistica, "essendo sufficienti e idonee a regolare questa circolazione le norme del Codice della Strada".
Il terzo e’ un emendamento alla Finanziaria che sara’ discusso in questi giorni. Alcuni deputati di "Forza Italia" chiedono che chi e’ stato multato prima del 31 dicembre 2001 per infrazioni lievi (tipo divieto di sosta, ma con l’esclusione, per esempio, dell’eccesso di velocita’ e della mancata precedenza), potra’ saldare il 30% del dovuto entro il 31 marzo del 2003. Il pagamento sara’ rateizzabile e la mora semestrale passa dal 10 al 5%.
Tre fatti che, oltre ad essere pericolosi e gravi di per se’, possono anche essere la premessa di un modo di applicare e far rispettare il codice in cui l’amministrato, oltre ad essere in totale balia dell’amministrazione, e’ anche invitato a seguire una sorta di legge della giungla, perche’ dal suo comportamento omissorio, potra’ trarne vantaggi.
Si scardina cio’ che e’ alla base di una legge in un sistema democratico, la certezza: della legge, della norma e della pena. Affidando e incrementando arbitrarieta’ nell’amministrato come nell’amministratore.
Per ora si tratta "solo" di una circolare del ministero (nel primo caso), di una sentenza di Cassazione (nel secondo caso) e di una proposta di emendamento (nel terzo caso). Quindi tutte situazioni ancora facilmente sanabili con l’impegno di chi, governante e legislatore, riesca a cogliere la preoccupazione allarmata che stiamo esternando. Ed e’ a costoro, al Parlamento e al Governo, che facciamo appello perche’ si ristabilisca questa certezza e si eviti di premiare chi, infrangendo le norme, non ha ancora pagato.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc



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