ARRIVA IL VINO NOVELLO
TANTA PUBBLICITA', TANTA MODA E POCO......
Roma, 4 novembre 2002. In principio era il beaujolais nouveau, presentato contemporaneamente in tutto il mondo, con una accorta campagna pubblicitaria che l'ha lanciato sul mercato, ora arriva anche il nostro vino novello (dal 6 novembre). La maggioranza dei 350 produttori e' in Toscana, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna, che riempiono circa 20 milioni di bottiglie per un giro di affari di 80 milioni di euro (circa 155 miliardi di lire); un affare per un vino che ha due mesi di vita, viene vinificato in assenza di aria, per estrarre pigmenti e aromi dalle bucce. E' piuttosto profumato, leggero, poco acido e gradito al pubblico giovanile e femminile, ma soprattutto consente incassi immediati ai viticoltori e ai commercianti con pochi costi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Quello che ci lascia perplessi e' la qualita' delle uve, che spesso non sono le migliori perche' sono quelle che non consentono l'invecchiamento, l'affinamento e lo stoccaggio del vino. E' una bella operazione commerciale per un vino che venne definito un dopobarba, cioe' un mix di alcol e profumi. Pagarlo 10 euro a bottiglia ci pare azzardato. Noi preferiamo il vino con qualche anno di invecchiamento.
Roma, 4 novembre 2002. In principio era il beaujolais nouveau, presentato contemporaneamente in tutto il mondo, con una accorta campagna pubblicitaria che l'ha lanciato sul mercato, ora arriva anche il nostro vino novello (dal 6 novembre). La maggioranza dei 350 produttori e' in Toscana, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna, che riempiono circa 20 milioni di bottiglie per un giro di affari di 80 milioni di euro (circa 155 miliardi di lire); un affare per un vino che ha due mesi di vita, viene vinificato in assenza di aria, per estrarre pigmenti e aromi dalle bucce. E' piuttosto profumato, leggero, poco acido e gradito al pubblico giovanile e femminile, ma soprattutto consente incassi immediati ai viticoltori e ai commercianti con pochi costi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Quello che ci lascia perplessi e' la qualita' delle uve, che spesso non sono le migliori perche' sono quelle che non consentono l'invecchiamento, l'affinamento e lo stoccaggio del vino. E' una bella operazione commerciale per un vino che venne definito un dopobarba, cioe' un mix di alcol e profumi. Pagarlo 10 euro a bottiglia ci pare azzardato. Noi preferiamo il vino con qualche anno di invecchiamento.
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