Venerdì 5 giugno 2026
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ASSICURAZIONI: IL CONTROLLORE CONTROLLATO

Comunicato ·



Roma, 15 Aprile 2002. Il caso Enron ha alzato il velo sulle compiacenze delle societa' di revisione che invece di revisionarne i bilanci ne coprivano i buchi. L'attivita' di un controllore che viene pagato dal controllato non ci ha mai convinto -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- e i codici di autodisciplina lasciano il tempo che trovano. Quando una societa' paga chi dovrebbe fare i controlli su se stessa e' giocoforza supporre che qualche occhio si chiuda e non veda cio' che dovrebbe vedere. E' come chiedere all'oste se il vino e' buono, cioe' attribuire all'oste il ruolo di controllore di se stesso. Anche in Italia abbiamo esempi di controllori pagati dai controllati. E' il caso dell'Isvap, l'Istituto di controllo delle assicurazioni, istituito con legge (1), che dovrebbe garantire gli assicurati, cioe' i consumatori. C'e' solo un piccolo particolare: l'Isvap e' pagato dalle assicurazioni, attraverso un fondo alimentato dai premi degli utenti. Vale a dire che le Assicurazioni svolgono la funzione di cassa per l'Isvap. Qualcuno ritiene che l'Istituto faccia gli interessi dei consumatori? Un esempio serve a chiarire. E' noto che il 4% della assicurazione RC auto confluisce in un Fondo di garanzia per le vittime della strada. Il fondo copre le vittime dei pirati della strada, quelli che circolano senza assicurazione e coloro che, pur essendo assicurati, si sono trovati con una impresa assicuratrice che e' fallita (eufemisticamente si dice: veicoli assicurati con imprese in liquidazione coatta amministrativa). Ebbene in ventinove anni, dal '71 al 2000, il 71% di questo Fondo e' stato utilizzato per coprire i debiti delle societa' assicurative che fallivano. A che serve allora l'Isvap? Secondo noi a nulla. E' ovviamente un nostro pensiero reso pesante dal fatto che lo scorso anno il bilancio dell'Istituto e' stato di 38 milioni di euro, tirati fuori dalle tasche degli assicurati. Insomma questo ente costa e non serve. Motivo sufficiente per abolirlo.
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