AUMENTANO I PREZZI? NON COMPRATE IL CETRIOLO!
Roma, 21 agosto 2002. "Suonerete le vostre trombe? E noi suoneremo le nostre campane!" Parafrasando il celebre detto di Piero Capponi davanti ad un esoso Carlo VIII di Francia, abbiamo deciso di suonare le nostre campane -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Cosi' di fronte all'aumento dei prezzi ci si e' determinati ad avviare una campagna di astensione dall'acquisto di un comune prodotto da orto: il cetriolo. Diamo per scontata l'ironia di coloro che fino ad oggi hanno scritto che l'aumento dei prezzi e' dovuto all'introduzione dell'euro, ma l'analisi dei costi di questa cucurbitacea di origine indiana da' la misura della distorsione del mercato, tutta a favore di intermediari e commercianti. Dal 2001 al 2002 il prezzo del cetriolo alla produzione e' diminuito del 56%, passando da 0,55 a 0,24 euro al kg (1), al consumatore e' fatto pagare 1,40 euro, con un ricarico del 483%! Affermare che commercianti e intermediari siano esosi e' poco, percio' e' bene che il prodotto sia lasciato sul banco di vendita fino a che il prezzo non diminuisca. Indiciamo quindi una settimana di astensione dall'acquisto del cetriolo, da giovedi' 22 agosto a giovedi' 29 agosto.
L'onere per il consumatore e' lieve perche' il cetriolo dal punto di vista nutrizionale ha valore che si avvicina allo zero, essendo costituito da acqua per il 96.5%. Dunque se ne puo' tranquillamente fare a meno. Il rischio per noi e' di passare per "quelli del cetriolo". Pazienza, l'importante e' il consumatore passi dalla condizione di suddito a quella di cittadino e che determini e non sia determinato dal mercato. Passaggio difficile, certo, che trovera' tanti oppositori. E' bene che si parta.
(1) Fonte:Ismea
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