IL BARATRO DELLA FIDUCIA DEI CONSUMATORI
IN ASSENZA DI LIBERALIZZAZIONE E DE-STATALIZZAZIONE, CON I PREZZI IN AUMENTO SAREBBE STRANO IL CONTRARIO. SE IL GOVERNO VUOLE, CI SONO LE POSSIBILITA' PER INVERTIRE LA TENDENZA
Firenze, 19 Settembre 2002. I dati che l'Isae (Istituto di Studi e analisi economica di cui e' presidente Fiorella Kostoris Padoa Schioppa) fornisce mensilmente sulla fiducia dei consumatori, sono implacabili: rispetto al dato di agosto (120,8), il mese di settembre flette su 117,3. E se si deteriorano i giudizi sullo stato del bilancio familiare (il 53%, rispetto al 48 del mese prima, preferisce rinviare la spesa), il 76 (la stessa percentuale di agosto) giudica conveniente il risparmio. Mentre per la situazione generale la fiducia ha un vero e proprio crollo: da 102,6 a 97,6, con l'84% dei consumatori che ritiene molto elevata la dinamica dei prezzi.
Numeri che vanno letti con molta attenzione, perche' non potrebbero essere altrimenti vista la grave situazione di immobilismo in cui ci troviamo. La tenuta della propensione al risparmio, a fronte di una contrazione della volonta' di spesa, significa che le merci e i consumi arretrano, e quindi meno offerta', meno concorrenza. Meno convenienza e meno ricchezza per tutti, produttori e consumatori. Una situazione in cui bisognerebbe dare fiato e vigore alle energie del mercato, spingendo sulle liberalizzazioni e sull'arrivo di nuovi capitali parallelamente alla liberazione di quell'economia che e' ancora controllata dallo Stato: la ricchezza nel mondo c'e', aspetta solo di avere opportunita' e se lo Stato si facesse da parte, in Italia avremmo miniere di queste opportunita'.
Ma non succede questo. Cosi' come non e' successo in quel passato che ci ha portato ai numeri della poca fiducia di oggi. Esempi ce ne sono a iosa, ma valga quello eclatante della riforma della Rc-auto, dove, invece della liberazione del mercato si sta per approvare la razionalizzazione dell'esistente, con lo Stato a guardiano della ricchezza delle aziende assicuratrici sulle spalle di consumatori/sudditi, obbligati a far arricchire la loro controparte. E che dire delle telecomunicazioni, con la spartizione, benedetta dal ministro specifico, dell'operatore Blu fra i tre principali oligopolisti del settore? E le dinamiche dei prezzi al dettaglio impazziti, con un Governo che chiede di non aumentarli, blocca alcune tariffe di servizi erogati in regime di monopolio (con risultati ridicoli dal punto di vista quantitativo, vedi il risparmio Enel di 9 centesimi al giorno a famiglia) e non fa assolutamente nulla per dinamicizzare il mercato con provvedimenti, per esempio, di defiscalizzazione?
Tutte situazioni che non invitano a consumare e che fanno crollare anche la fiducia verso chi ci governa, perche', come nel caso degli autotrasportatori e lo sconto sulla patente a punti, vengono prese decisioni che creano categorie di privilegiati.
La tendenza si puo' invertire. Basta volerlo. La risposta e' il mercato. Niente di nuovo o di rivoluzionario: guardare alle dinamiche dei nostri partner mondiali e integrarle alle nostre, a partire dal rilancio dei consumi e del potere dei consumatori.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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