BOLLINO BLU RISTORAZIONE
UNA NUOVA GABELLA DA FAR PAGARE AL CONSUMATORE E CHE NON GARANTIRA' NIENTE RISPETTO A CIO' CHE LE LEGGI GIA' PREVEDONO
Firenze, 3 Giugno 2002. Il presidente della Confcommercio, Sergio Bille', ha annunciato che si appresta a firmare un protocollo per la certificazione della sicurezza, della conformita' dell'impresa e delle attivita' di ristorazione. Da una parte ci sara' il ministero della Salute, e dall'altra la Federazione Pubblici Esercizi (Fipe-Confcommercio). Gli esercizi commerciali riceveranno una certificazione, da rinnovare anno in anno, ed esporranno un logo con altrettanti loghi del ministero, dell'ente certificatore e della Fipe. L'obiettivo di Bille' (sue parole testuali) e' che gli italiani non diventino obesi come gli americani (boh!)
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Non ci interessa addentrarci nei meandri dei rapporti di potere del ministero con quella o quell'altra corporazione di commercianti, ma non possiamo non evidenziare come il ministero, adendo ad un protocollo del genere, si stia esponendo e coinvolgendo con una parte dei commercianti (quelli che aderiscono alla Confcommercio). Ci sarebbe sembrato piu' istituzionale che, maturata l'esigenza rispetto al consiglio di qualcuno, il ministero avesse dato il via ad un'iniziativa a cui potessero aderire tutti i commercianti, e solo in subordine con la specifica rappresentanza di categoria. Ma non ci stupiamo che sia cosi', perche' la mediazione della corporazione (la piu' potente che nello specifico riesce a battere le altre sul tempo) e' una prassi diffusa nel nostro ordinamento e modus vivendi. Evidenziamo l'anomalia e ne prendiamo atto.
Nello stesso tempo ci sembra che, stanti i termini della presentazione che stampa e agenzie oggi ne fanno, siamo in presenza della solita "acqua fresca" spacciata come il top dei dissetanti. Forse le norme del codice civile non dicono, per esempio, che il responsabile della qualita' dei prodotti venduti al consumatore e' il commerciante al dettaglio? E che a questi il consumatore si deve rivolgere se quanto decantato in etichetta, vetrina e pubblicita' non corrisponde al prodotto acquistato, e in subordine alle autorita' di conciliazione e giudizio? Che bisogno c'e' di fare un bollino per dire che il commerciante che lo espone rispetta la legge? Se qualcuno lo vuole fare tra privati, niente da eccepire: un sorrisino e via. Ma con il ministero della Salute di mezzo, ci sembra proprio una presa in giro. O c'e' una sorta di presunzione fissa di furberia e disonesta'?
E l'autorita' sanitaria ha bisogno di questo bollino per fare il suo dovere con i controlli?
Abbiamo l'impressione che questo bollino (non a caso da rinnovare di anno in anno) sara' solo un ulteriore costo gabelloso per i commercianti che, ovviamente, si rifaranno sui prezzi al dettaglio da proporre al consumatore.
Cioe' una cosa inutile. A cui si potrebbe ovviare se tutti facessero il loro dovere, cosi' come previsto dalle leggi: Confcommercio o chi per essa e, soprattutto, ministero della Salute.
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