Venerdì 5 giugno 2026
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CALA LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

Comunicato ·


QUALCUNO COMINCIA A CAPIRE GUARDANDO I PROPRI PORTAFOGLI?
E LE PROSPETTIVE NON CI SEMBRANO ROSEE …

Firenze, 20 Marzo 2002. Secondo l'indagine mensile dell'istituto di Studi e Analisi Economica (Isae), la fiducia dei consumatori italiani, nel mese di marzo (la rilevazione e' stata fatta dall'1 al 13 marzo), e' in discesa. Non solo in un ambito generale dell'economia, ma anche riguardo alle proprie aspettative personali. L'indice cosiddetto grezzo e' attestato a 121,2 rispetto a 126,4 di febbraio.
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Crediamo che si stiano attenuando gli effetti della pubblicita' istituzionale martellante che, con l'avvento dell'euro, voleva convincere gli italiani che tutto funzionava bene e niente cambiava. La pubblicita' sta continuando, ma gli italiani, probabilmente, hanno ben capito che alle parole non corrispondo i fatti, anche perche' questi ultimi, da essere una semplice previsione, li hanno toccati con mano e portafoglio, e si sono ritrovati quest'ultimo decisamente piu' sguarnito rispetto ai mesi precedenti.
Non e' ovviamente in discussione l'introduzione dell'euro di per se' (c'e', ne prendiamo atto e cerchiamo di dare una mano perche' sia sempre piu' assimilato e semplificato nella vita di tutti i giorni dei consumatori), ma come gli italiani e le istituzioni italiane hanno reagito. Nel caso degli italiani produttori ed elargitori di servizi, chi piu' chi meno, ha cercato di trarne un vantaggio con arrotondamenti verso l'alto. Nel caso delle istituzioni, queste non sono state in grado di comprendere che affiancare il passaggio lira/euro ad una serie di aumenti "stagionali" (il tradizionale recupero su cio' che, largamente consumato, viene utilizzato per compensare le incapacita' sul fronte della liberalizzazione dell'economia), non avrebbe portato un giovamento nel rapporto con gli amministrati, ed hanno ignorato il fenomeno, lasciando che si mescolasse con la "filosofia" dell'arrotondamento.
In questo contesto, dopo due mesi abbondanti, salvo appartenere a speciali sette di creduloni, la reazione del consumatore medio non poteva che esprimersi con la sfiducia. Che per i prossimi mesi, temiamo, non avra' tendenze di recupero. Le incapacita' di Governo e opposizioni di dimostrare una serenita' di confronto, garantendo prevenzione e sicurezza per ognuno (l'omicidio del prof. Marco Biagi non gioca certamente a favore di questa distensione), ci sembra che saranno una leva non indifferente per il peggioramento del rapporto di fiducia tra consumatori, economia e quelle istituzioni che dovrebbero garantire il funzionamento.
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